psicoradio


Cominciamo con questo pezzo, una collaborazione con Psicoradio che ci manderà periodicamente brani scritti e esempi di radio da loro realizzati. Sarà, ne siamo sicuri, una collaborazione felice ed attiva della quale rigraziamo anticipatamente Angela Cristalli che curerà questa rubrica e ne sarà responsabile.

Psicoradio è una redazione composta da pazienti psichiatrici che seguono anche un corso di formazione per operatori radiofonici. Per chi ci lavora è soprattutto un'esperienza unica.
Il corso/redazione è nato nel marzo 2006, da dicembre abbiamo cominciato a trasmettere su Radio Città del Capo di Bologna e da qualche mese su scala nazionale con Popolare network.
In questo tempo i corsisti hanno imparato a “stare dietro un microfono”, a raccontare professionalmente il mondo da un punto di vista che chiamiamo “psi” - parliamo di tutto, anche se poniamo particolare attenzione a tutto quello che ha a che fare con la salute mentale e il mondo della psiche.
In quest'anno abbiamo anche intervistato personaggi importanti, sperimentato formati di trasmissione originali e ci siamo cimentati in conduzioni e montaggi.

Raccontare tutto di noi e della nostra esperienza è lungo, e non è il caso di farlo oggi. Per ora vogliamo solo incuriosirvi: la nostra sfida sarà quella di farci conoscere attraverso questa rubrica.
Speriamo, settimana per settimana di farvi appassionare anche alle nostre trasmissioni e ai nostri racconti finché avrete voglia di leggere il nostro “Psicodiario”.

In questa prima puntata è la nostra direttrice Cristina Lasagni, a raccontare le motivazioni che l'hanno spinta a progettare Psicoradio, e riuscire ad avviarla, su incarico del Dipartimento di Salute mentale di Bologna e della onlus Arte e Salute.

Abbiamo cominciato a pensare ad una radio fatta dai pazienti psichiatrici nel 2000, assieme agli amici di Arte e Salute, che già lavoravano con due compagnie teatrali di pazienti psichiatrici.
A me la radio è sempre piaciuta molto, sono “nata”giornalisticamente partecipando a Radio Città di Bologna negli anni ’70, quando fare la radio era anche fare politica.
Ricordo che, tra l’altro, curavo una trasmissione, “articolo 32” (l’articolo della costituzione che definisce la salute come un diritto) con uno straordinario psicologo, Gianfranco Minguzzi, che aveva fondato la sezione bolognese di Psichiatria democratica - il movimento che ha contribuito alla chiusura dei manicomi con la legge 180, la cosiddetta “Legge Basaglia”.
Anche la Psicoradio è in un certo senso una radio “politica”: se per politica si intende voler cambiare cose che non ci piacciono. E rispetto alla malattia mentale sono molte le cose che non ci piacciono. 
Il tema della malattia mentale mi ha sempre appassionato anche perché mi sembra uno dei territori in cui la nostra cultura è più ipocrita e spaventata: ciascuno di noi conosce momenti di sofferenza psichica, di depressione, di paura…eppure, da molti secoli si è deciso che esistono i “sani” e i “malati” come se si trattasse di due razze differenti di animali, e non gradi diversi di sofferenza (fino alla legge 180 ai “matti” in manicomio non era riconosciuta dignità di persone a tutti gli effetti). 
La Psicoradio lavora proprio su questo: cerchiamo, programma dopo programma, di combattere i tanti pregiudizi che circondano la malattia mentale.
Con il solo fatto di esistere come redazione giornalistica e di fare programmi che vanno regolarmente in onda, sfatiamo l’idea che una persona con disturbi psichici sia per questo un incapace non sia in grado di produrre nulla di interessante.
Lavoriamo sul concetto di pericolosità, (raccontando che la categoria che uccide di più nel mondo è quella degli ex fidanzati e/o ex mariti e non dei pazienti psichiatrici!); comunichiamo la bellezza delle opere create dai moltissimi artisti che hanno sofferto disturbi psichici e, anche, sono stati in manicomio, ma che oggi ricordiamo solo per il piacere che continuano ad offrirci.
 E poi ci divertiamo, ci commuoviamo, discutiamo. Come, e di più, delle altre redazioni che ho frequentato. In tutto ciò lo strumento della radio è fondamentale. Innanzitutto perché ci piace sorprendere chi ascolta, che, - spessissimo - chiede: ma sono davvero pazienti psichiatrici?  E poi per tutti i motivi per cui la radio è un grande mezzo: “entra nelle case “, è facile da fruire, e non troppo costosa da fare; è veloce, permette immediatezza. Contemporaneamente, può comportare alti livelli d’impegno e ricerca.
Nasconde corpi, volti, ma comunica il calore delle voci. Questo regala a ciascuno di noi grande libertà: perché oggi in televisione l’immagine è sottoposta a tali pressioni per uniformarsi ai modelli, che diventa quasi impossibile esistere nella diversità di ciascun individuo.
E invece Psicoradio è molto diversa, per fortuna! E cerca di proporre a chi ascolta programmi e punti di vista non stereotipati su temi - quelli della mente- che sono da anni al centro del dibattito culturale, e che toccano da vicino la vita di tutti noi. Perché (come dice un attore professionista che si definisce matto, e che ha cominciato a recitare nell’ospedale psichiatrico di Trieste ai tempi di Basaglia) in fin dei conti, da vicino nessuno è normale.

Psicoradio è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Bologna. Con il patrocinio del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e di Arte&Salute Onlus, trasmette i suoi programmi a Bologna su Radio Città del Capo 96.250/94.700 la domenica alle 13.30 e nel resto d'Italia attraverso il circuito di Popolare Network il giovedì alle 15.00.
Tutto l'archivio delle trasmissioni è disponibile sul sito www.psicoradio.it.

Scriveteci all'indirizzo: psicoradio@gmail.com

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21