La radio saggia che manca agli italiani
 

 

Ho trovato sul sito di radiopassioni, questo articolo che mi ha molto incuriosito per la profondità della tematica e perché è da tempo, che dalle pagine del sito di ideeradio, sostengo e difendo una radio intelligente e competente di cui sento la mancanza avendola conosciuta e frequentata in un passato non troppo lontano.
Una radio capace di essere protagonista nella cultura, nell’informazione, nella ricerca e in più capace di suggerire modi di comunicazione all’avanguardia.
Mi riservo un commento alla fine, comunque consapevole che anche se le analisi sono diverse, il problema esiste e va trattato con cura.
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Italians, la rubrica di Beppe Severgnini su Corriere.it, ha pubblicato, con il titolo «Cerco una radio "saggia"», questa lettera di Massimo Gadina:
Caro Beppe,

sono un Italian di lunga data e con la valigia sempre pronta. Perché in Italia non esiste una radio che offra programmi analoghi a quelli offerti da NPR o BBC Radio4? Ogni volta che passo qualche giorno in Italia cerco disperatamente una stazione radiofonica che mi dia un po' di informazione e di "saggezza". Radio3 ha alcuni programmi che arrivano vicini al mio concetto di informazione e approfondimento (uno mi pare si chiami Fahrenheit) ma la stessa radio serve anche la "clientela" degli amanti della musica classica (e che rimanga tale!) come BBC Radio3 (vengo da quasi 6 anni passati nello UK per cui sono familiare con i loro programmi).
NPR qui negli USA offre una serie di programmi che, pur con essendo molto "tailored" per una audience americana, e non potrebbe essere altrimenti, offrono notizie commenti e approfondomenti su fatti e situazioni che avvengono nel paese e nel mondo (anche se per quanto riguarda il resto del mondo la BBC è decisamente superiore e gli americani stessi lo ammettono). Programmi come Morning Edition, o Fresh Air o All Thinghs Considered e Weekend Edition (che sto ascoltando mentre scrivo questo messaggio) o anche il comico Car Talk di cui sono un devotissimo fan. Perché in Italia non c'e' nulla del genere? Volevo la tua opinione.

Secondo Beppe la carenza lamentata da Massimo è «determinata da diversa tradizione, diverso pubblico, diversi gusti, diverso sistema di finanziamento, diverso senso civico, diverso rapporto tra radiotelevisione pubblica e potere politico.» E io non posso che essere d'accordo. Ciò che Massimo cerca veramente, purtroppo, non è una radio saggia ma un italiano saggio. Neanche Diogene dalla sua botte ne avrebbe avvistato uno con facilità.
Radio3 si avvicina molto al modello descritto e auspicato dal lettore del Corriere, ma è un risultato solo parziale, soprattutto in termini di ore di programmazione. Radio3 mescola infatti i format di due canali della BBC (il 3 e il 4), di fatto il suo benefico ruolo è come dimezzato. In Italia abbiamo un buon canale radiofonico pubblico culturale, ma non abbiamo un canale pubblico all news degno di tale nome e l'unico network pubblico dedicato alla musica colta, Auditorium, ha una copertura molto limitata. Siamo destinati a convivere a lungo con questa situazione non poco triste se si considera che siamo comunque una nazione di circa 56 milioni di parlanti che forse meriterebbero il livello di offerta auspicata da Massimo? La domanda non è retorica, mi piacerebbe leggere i vostri pareri.

(radiopassioni.it)
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Ho letto con attenzione e con palpitazione questo articolo, visto che sono particolarmente legato alla radio come strumento culturale e in particolare alla radio della prosa e della poesia.
La lettura per cui l’italiano medio si merita una radio insufficiente e confusa perché non abbastanza saggio, mi lascia perplesso.
Fino a pochi anni fa radio 2 e radio 3 svolgevano un compito complementare e attento, alternavano intrattenimento intelligente, pezzi di cultura e frammenti di analisi sociale, con una sapienza che dava alla radio l’autorevolezza che meritava.
L’autorevolezza (e non l’autorità) che veniva da dirigenti competenti che avevano scelto la radio come mezzo di diffusione, lo avevano studiato e capito.
Sicuramente l’avvento delle radio private ha mischiato le carte, cambiato i parametri, ma quello che si sente oggi sulle tre reti nazionali, non ha giustificazione.
Troppo facile dare la colpa di questo ad un’incapacità di “sentire” degli ascoltatori, su quale frequenza dovrebbero dirigere il loro interesse?
Il segno più evidente della distanza, sta nei dati d’ascolto, dove negli ultimi 20 anni RadioRai ha perso alcuni milioni di ascoltatori mentre la radio nel suo complesso cresceva sensibilmente.
D’altro canto è comprensibile: Se la scelta è il disimpegno, l’ascoltatore medio si dirige verso chi quel genere di prodotto lo confeziona meglio.
E’ troppo sperare in una dirigenza illuminata che sia capace di trattare la radio con garbo e competenza? Se questo miracolo dovesse compiersi, sono sicuro che gli ascoltatori sarebbero felici di assecondarlo, e allora anche RadiRai avrebbe un suo pubblico fedele e qualificato.

Francesco Anzalone


 

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21