La radio saggia che manca agli italiani
 

 

Sono passati un paio di mesi da quando sono stati nominati i nuovi direttori di RadioRai. Come è ormai abitudine del nuovo Consiglio d’Amministrazione, le scelte non hanno avuto alcuna giustificazione se non l’opportunità politica e la più bieca lottizzazione, senza prendersi la briga di alcuna motivazione artistica o industriale. Considerato che erano anni che speravo in un cambiamento che desse valore alla radio e alle sue potenzialità, visto il disastro editoriale in cui radio 2 e Radio3 erano state cacciate, non ho ritenuto di fare alcun commento preventivo, legato soltanto all’appartenenza, e ho aspettato un po’,cercando di capire le intenzioni dei vari direttori.
Credo che adesso si possa cercare di fare un’analisi più ragionata.

Nel colpo di mano d’Agosto è stato nominato Direttore della Radiofonia Bruno Socillo, il suo nome girava nei corridoi di via Asiago da almeno due anni e per un motivo o per l’altro la nomina, tanto voluta da AN, non si era mai concretizzata. Alla sua conferenza stampa il nuovo Direttore, ha parlato di rilancio, di promozione, di eventi speciali. Per adesso non è successo ancora niente se non la proposta di tre Vicedirezioni di cui non si sentiva il bisogno e che prima non c’erano (forse basterebbe far lavorare i già molti dirigenti che ci stanno), e che comporterà una spesa organizzativa ed aziendale non indifferente e che non potranno in alcun modo interferire con le scelte editoriali. Detto questo l’attenzione manifestata verso il marketing è di indubbio interesse, non basta fare cose egregie, ma è altrettanto importante farlo sapere. Aspettiamo fiduciosi.

Alla guida di Radio1 è stato chiamato Antonio Preziosi, giornalista Rai molto giovane ma anche molto agguerrito, anche lui vicino all’area di centro-destra. Nelle sue intenzioni c’è quella di trasformare Radio1 in una rete all news (ma non era già questa la mission della rete?), e quindi di utilizzare al massimo l’organico di giornalisti che governa. Mi auguro che Preziosi si accorga presto che è necessario riempire la rete anche di programmi, inchieste, approfondimenti per rendere Radio1 interessante durante tutta la giornata e non soltanto alle 7,30 del mattino quando il radiogiornale fa il suo massimo ascolto. Un merito che sicuramente gli va attribuito da subito è quello di avere scardinato una forzatura nell’uso della musica, che voleva un’insulsa playlist generica e fortemente legata alle case editrici che spargeva musica durante tutta la giornata, con una programmazione più vicina allo scandalo e alla pastetta, che alla scelta editoriale.

Il cambiamento più radicale si legge su Radio2, nuovo Direttore Flavio Mucciante. A Mucciante tocca il compito più gravoso è difficile, nell’ultimo anno con la direzione di Valzania la rete ha perso più del 20 % dei suoi ascoltatori e non per scelte editoriali non condivise dal pubblico, ma piuttosto per assenza di scelte editoriali. Mucciante parte forte, cancella molti programmi e li sostituisce con nuove proposte. Vedremo a gennaio con quale risultato, ma almeno ci prova. Se mi posso permettere un consiglio, vorrei solo dire che l’intrattenimento (è questo il target della rete) non è solo caratterizzato dall’intrattenimento leggero, ma piuttosto anche la lettura, la prosa, la cultura e che una rete come Radio2 , pur avendo una vocazione più giovanilistica, non dovrebbe trascurare questi aspetti.

Radio3 è stata assegnata a Marino Sinibaldi, già vicedirettore e conduttore di una storica trasmissione della rete “Fahrenheit”. Le intenzioni del Direttore sono ambiziose, ha identificato nella necessità di avvicinare internet e la web radio, il modo con cui diffondere il metro culturale che la rete ha. Se riuscirà in questo intento, lo potremo verificare solo tra qualche tempo, per adesso non ha introdotto grandi novità se non quella di rigalvanizzare il gruppo di lavoro che orbita intorno a Radio3 che si era slabrato e demotivato sotto la precedente direzione.

Adesso aspettiamo! Una nuova analisi ce la riserveremo tra qualche tempo e con qualche dato in più, sperando che comunque la Radio vinca nonostante i giochi di potere che la avvolgono e che la rendono ancora appetibile sia per la gestione del potere economico che rappresenta, che per la forza di comunicazione che ancora possiede.

Francesco Anzalone

 


 

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21