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Negli
ultimi mesi ho spesso ascoltato radio due, approfittando del
fatto che la corazzata “Viva Radio 2” non fosse
in onda e che quindi si potesse finalmente parlare di radio
e non di Fiorello.
Ero convinto di trovarmi di fronte ai soliti programmi precotti
che ormai la rete pesca dal suo repertorio senza alcuna capacità
critica e di rinnovamento.
Grande è stata la sorpresa nell’ascoltare due
programmi che valgono il tempo che gli avevo dedicato.
Il primo “Sumo” è un piacevole scontro
dialettico tra due soggetti che rappresentano due modi diversi
di intendere la vita (ho ascoltato una gradevole conversazione
che contrapponeva gli audiolibri, ai libri d’arte) e
tutto questo condotto con intelligente disinvoltura in studio
da una capace e garbata conduttrice. Il programma è
curato da Giovanna Zucconi ed è realizzato dalla sede
di Milano.
L’altro programma “L’altro lato” (scusate
l’involontario gioco di parole), è un contenitore
di strane avventure intellettuali, il conduttore in studio
chiama al telefono i protagonisti di bizzarre storie e si
intrattiene con loro con garbo e curiosità (ho ascoltato,
ad esempio un intervista ad un autore che ha scritto un libro
sulle vergini laiche, argomento di cui non sapevo niente e
che mi ha seriamente incuriosito). Federico Taddia è
il conduttore e la sede è sempre quella di Milano.
Ma c’è qualcosa da dire
anche su questi programmi, che possono definirsi di eccellenza
e sicuramente destinati ad un pubblico più maturo (maturo,
non anziano).
Ogni 4-5 minuti la piacevole conversazione si interrompe e
parte un disco da Hit Parade.
L’effetto è devastante, se eri riuscito ad emozionarti
del mondo che ti era stato proposto, queste inqualificabili
scelte musicali, ti portano verso il nulla e quando si ritorna
al programma si fa una fatica incredibile a riallacciare il
filo del discorso.
Mi tornano alla mente i tempi in cui le scelte musicali erano
coerenti e logiche, fatte proprio per non far perdere quell’attenzione
che si era così faticosamente guadagnata.
Ma in epoca di Play List questo è quello che capita.
Viene il dubbio che ci siano degli interessi dietro la proposta
di una colonna musicale così incoerente, aggressiva
e inadeguata al target dei programmi.
Sicuramente c’è distanza dall’amore e dalla
conoscenza della radio, oltre ad un certo disprezzo per gli
ascoltatori.
Ma gli ascoltatori non sono sempre
così ingenui, l’ultima rilevazione ha visto Radio
2, crollare al sesto posto nella classifica delle radio più
ascoltate, con un risultato così basso in termini di
numero di ascoltatori, come non succedeva da oltre 10 anni.
Per molto meno in televisione, si invitano direttori e vicedirettori
a prendersi delle pause di riflessione (che è un modo
garbato per mandarli via).
A Radio 2 sono ancora tutti lì, incollati alle poltrone
con un collante potente, misterioso e indistruttibile che,
nei palazzi del potere, vorrebbero tanto conoscere per poterne
approfittare anche loro.
Speriamo in un solvente di nuova generazione!
Francesco Anzalone
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