Questioni di etica
 

 
Le iniziative editoriali che radio 2 e radio 3 propongono e sponsorizzano sono, di solito, trattate con completa indifferenza dalla stampa e più in generale dai mezzi di comunicazione di massa. E’ facile incontrare nei corridoi di via Asiago gruppi di giornalisti invitati a questa o quella conferenza stampa con seguito di ricco rinfresco e gadget allettanti, ma raramente questo si trasforma in un articolo o in un commento pubblico. Quindi quando trovo un articolo che parla di RadioRai lo leggo con attenzione e con speranza, speranza di una nuova linea di tendenza o di un tratto specifico editoriale che mi possa fare capire quali siano le intenzioni.
Purtroppo sono spesso deluso.
Ma scopro bizzarrie: L’uscita con Mondadori dell’ultimo cd di Fiorello e Baldini (dove non si nomina neanche RadioRai, che non è neanche partner di un’operazione fatta con materiali di cui è proprietaria), gli ultimi dati di ascolto che vedono radio 2 drammaticamente in quarta posizione per il terzo bimestre consecutivo (e Fiorello aveva già iniziato la sua trasmissione), La realizzazione di brevi sceneggiati affidati agli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia (la distanza tra il cinema e la radio è evidente e scontata) che sono banalmente inascoltabili…
L’ultima in termini di tempo ha una sola deficienza, la mancanza di correttezza.
Abbiamo gia parlato, attraverso le pagine del sito de “Le interviste impossibili”, esperimento ricalcato da una straordinaria stagione radiofonica collocata nel ’74 e ’75.  
Radio 3 decide di realizzarne una nuova edizione, dimenticando di segnalare il lavoro che l’audioteca della RAI ha svolto, per recuperare e rimasterizzare il materiale di questo biennio per poi pubblicarlo con la casa editrice Donzelli. E dire che la direzione di radio 3 era stata invitata a partecipare all’operazione e in quell’occasione, la risposta fu che di questo vecchiume si poteva fare a meno.
Senza quel vecchiume non ci sarebbe oggi la possibilità di ripartire con un’operazione così sofisticata e credo che andrebbe riconosciuta gratitudine e visibilità a chi ha fatto tornare d’attualità un esperimento così straordinario.
Quando ho letto l’ultimo articolo che parlava della nuova edizione tralasciando qualunque segnalazione relativa a chi aveva riesumato il progetto, sono stato preso dalla voglia di chiamare il direttore, i suoi vice, chiunque potesse mettere a posto questa omissione. Poi mi sono ricordato i nomi, le facce, le opere e ho desistito, l’etica non è cosa per tutti.

Francesco Anzalone

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21