La salvezza è racchiusa in uno scrigno
 

 

Quando, alcuni anni fa, mi mostrarono il logo di RadioScrigno, pensai ad una nuova emittente che aveva scelto quest’immagine un pò medievale per raccontare la sua programmazione, che propabilmente non sarebbe stata turbata da inutili playlist e chiacchiere in libertà. Solo più tardi ad un esame più attento ho avuto modo di scoprire che RadioScrigno era un progetto sperimentale legato all’audioteca di Radio Rai.

I responsabili del progetto avevano scoperto che nella moltitudine dei materiali raccolti negli anni provenienti dalle programmazioni delle reti, c’era un vero e proprio tesoro (da cui lo scrigno), di musica, intrattenimento, cultura, approfondimenti, inchieste, che raccontavano ottant’anni di storia e che meritavano di essere “riscoperti”. Con un lavoro certosino e puntuale, hanno recuperato le suggestioni, i momenti e li hanno ricostruiti all’interno di nuove forme spettacolari (e da qui il sottotitolo del logo “reinventare il passato”).

La cosa più logica sarebbe stata a questo punto trovare uno spazio all’interno delle tre reti nazionali per dare evidenza al lavoro svolto e alla storia stessa della radiofonia attraverso la RAI. Naturalmente la cosa non è successa: la seconda e la terza rete (che hanno lo stesso direttore editoriale e già questa è una anomalia inspiegabile) hanno continuato nella loro delirante programmazione, rifiutando una scelta che sarebbe somigliata troppo al servizio pubblico. La prima rete (che dovrebbe occuparsi essenzialmente di news) invece ha dato un piccolo spazio alle iniziative di RadioScrigno, ottenendone in più un ottimo risultato d’ascolto.

Chiunque di fronte a tanta miopia, si sarebbe demoralizzato e avrebbe buttato la spugna, invece il progetto è proseguito con iniziative di varia natura, che si sono sviluppate al di fuori della programmazione della radio.

Si sono cosi realizzate sinergie con il Comune di Roma, La Discoteca di Stato, Il Piccolo Teatro di Milano, Il Festival del Cinema di Roma, La Biennale di Venezia, L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, L’università “La Sapienza” di Roma e altri ancora, e in più RadioScrigno si è fatta promotrice insieme alla Twilight Music di una collana discografica in cui sono stati riproposti artisti eccellenti che per la Radio avevano registrato brani memorabili, e poi ha collaborato con la Casa Editrice Donzelli alla pubblicazione di un libro che raccoglie l’esperienza de “Le interviste impossibili” (programma cult degli anni ’70), completando il libro con alcune registrazioni originali.

Potrei continuare ma mi sembrerebbe di esagerare.

Nessuna di queste iniziative è stata indolore e senza fatica, è sempre complicato fare capire a funzionari e dirigenti quanto sia importante questo lavoro per la promozione e la storia stessa della Radio, quando poi ci si scontra con forti miopie che non vedono altro se non Fiorello e Baldini, emblemi di qualunquismo generico e populismo da condominio (basti pensare all’ultima uscita che invitava a non andare a votare, dichiarazione che meriterebbe almeno una nota di demerito da parte del consiglio d’amministrazione), allora anche riuscire a stampare pochi manifesti diventa un’impresa.

Oggi, RadioScrigno è di fronte a nuove prove: le vengono proposte nuove avventure che passano da eventi in collaborazione col Comune di Roma, a sinergie col Ministero dei Beni Culturali, ad una collaborazione speciale con il Premio Italia (premio internazionale per i programmi radio-televisivi) e ancora una volta qualcuno si mette di traverso. E allora ci saranno battaglie laterali, scontri di corridoio, lamentele ufficiali e ufficiose, dimenticando il senso stesso della missione che una società come la RAI dovrebbe svolgere.

Non so ovviamente come finirà tutta questa storia, ma vorrei chiudere queste poche righe segnalando il PALADINO che fino ad oggi ha condotto e vinto la battaglia inventando e costruendo una struttura come RadioScrigno. Il paladino risponde al nome di Laila Cella e il suo fido scudiero a quello di Marina Falcinelli.
Io le ringrazio comunque, perché attraverso l’invenzione di questa struttura hanno dato vita ad una speranza, la speranza di potere continuare, continuare a sognare attraverso e insieme alla radio.

Francesco Anzalone

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21