Si può anche essere liberi di dire sciocchezze
 

 
Aprendo LIBERO del 7 febbraio 2008, si trova un divertente articolo dedicato alla lottizzazione della RAI, completa di uno schema colorato con le appartenenze politiche di destra e di sinistra.
Non sono un lettore di Libero che già mi fa sorridere per il titolo (comunica lo status per giustificare le corbellerie che contiene, ammantandole di una presunta libertà concettuale), ma l’occasione era troppo ghiotta. I nomi che vendono apparentati a questo o a quello schieramento sono un vero divertimento per chi conosce i personaggi o anche soltanto le loro opere.

Ma l’ambiguità dello schema è ancora più profondo.

L’articolo che accompagna  il disegnino recita che queste attribuzioni non nascono da tesseramenti ma soltanto da voci che girano intorno all’azienda…Sarebbe come dire che se sento in un corridoio la frase “ il Direttore …. È proprio un fascista!!!” questo mi fa propendere per una certa colorazione all’interno dello schemino sopra citato.

Proprio un esempio di rigore giornalistico e di “libertà”.
D’altro canto e appena cominciata la campagna elettorale e solo alcuni ingenui hanno creduto alle parole di Berlusconi  e soci che la volevano agguerrita ma leale e cristallina. Così, seguendo lo schema populista e demagogico che contraddistingue il centro destra si parte con una campagna contro la RAI e la sua presunta colorazione politica e quella dei suoi dirigenti (sarà più facile in questo modo giustificare quanto si appresta a fare Mediaset nei suoi programmi e nelle sue comunicazioni).
Personalmente credo che una  grande azienda di comunicazione come la Rai molto probabilmente avrà al suo interno personaggi che rispondono a questo o a quello schieramento, ma che questo non sia un vero problema, mentre trovo grave il sostenere candidature incompetenti , riempiendo le scrivanie di segretarie, portaborse e yesman, totalmente incapaci di gestire una grande azienda culturale. Per adesso l’unica chiara collocazione politica è legata al consiglio d’amministrazione, eletto dai partiti con una presenza di 5 consiglieri per il centrodestra e 4 per il centrosinistra, e voluta dalla legge Gasparri che il Governo Berlusconi si è affrettato a votare.

Non so quante copie vende Libero (quando sono andato in edicola a chiederla, un avventore mi ha guardato male e per reazione ha chiesto: il Corriere della Sera, la Repubblica, Liberazione e il Manifesto), ma credo che dovrebbe scusarsi con i suoi lettori per l’ambiguità del suo messaggio e la slealtà delle sue analisi.
Ma questa, mi rendo conto, è la speranza di un illuso che spera in un’altra Italia dove i giornalisti si sforzano di essere corretti e non fanno gli agenti segreti.

Francesco Anzalone

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21