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31 gennaio 2011
L’Agcom, dopo
il regolamento per le web tv e le web radio in applicazione
del decreto Romani sull’audiovisivo ha varato anche
il nuovo testo sulla tutela del copyright, come richiesto
dallo stesso decreto.
In particolare, l’Autorità
ha introdotto delle nuove norme antipirateria per tutelare
il diritto d’autore su internet ma senza punire direttamente
gli utenti e le loro connessioni (come si temeva), bensì
rendendo loro più difficile trovare i file illegali.
Ispirato alla normativa vigente negli Stati Uniti, il nuovo
testo antipirateria dell’Agcom mira quindi a colpire
quei siti che favoriscono la pirateria online e non gli internauti
che scaricano illegalmente.
Funziona così: il detentore del copyright può
chiedere a un sito o a un servizio web di rimuovere quei contenuti
– siano essi disponibili in download, in streaming,
sui motori di ricerca di file torrent o anche in un semplice
link a file scaricabili illegalmente da siti esterni –
che ledono tale copyright e che potrebbero favorire la pirateria.
Dopo 48 ore senza riscontri, il proprietario del copyright
può quindi rivolgersi all’Agcom, la quale aprirà
un contradditorio col sito o servizio web incriminato: accertato
l’illecito, l’Autorità chiederà
a sua volta la rimozione dei contenuti protetti e, in caso
di inottemperanza, applicherà le dovute sanzioni; invece,
i siti o servizi web illegali con base all’estero potranno
essere oscurati. Un compito, quest’ultimo, che potrebbe
essere svolto dalla stessa Agcom oppure affidato agli operatori,
per cui l’Autorità si limiterebbe solo a pubblicare
una lista dei siti incriminati.
Per fare questa scelta ci saranno infatti 60 giorni di consultazione
pubblica, entro i quali l’Agcom raccoglierà i
pareri di tutti gli interessati e poi si riunirà nuovamente
per votare il testo definitivo: a quel punto diventerà
norma vigente.
Ad ogni modo, secondo il presidente dell’Agcom, Corrado
Calabrò, il nuovo testo è “una sintesi
efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà
della rete e la titolarità dei contenuti, garantendo
altresì il diritto dei cittadini alla privacy e l’accesso
alla cultura e ad internet”.
(Pianetatech)
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