Clicca
qui per stampare questo articolo
|
17 febbraio 2011
Mentre piovono critiche
sulla decisione della FCC di autorizzare un aumento della
potenza impegnata nella parte digitale del sistema di modulazione
ibrido IBOC/HD Radio usato negli USA per migliorarne la ricezione
indoor (con questo aumento la porzione numerica dello spettro
occupato andrebbe a interferire sia sulle stazioni adiacenti
sia sulla componente analogica della stazione emittente aggiungendo
per chi ascolta un problema in più oltre alle tecniche
di compressione audio già utilizzate), gli americani
cominciano a interrogarsi sul futuro della radio in maniera
più radicale di un semplice dibattito sui relativi
meriti delle modulazioni analogiche o numeriche.
Ormai è arrivato il momento di decidere non se la radio
debba essere analogica o numerica, ma quale sarà lo
spazio del modello broadcasting rispetto al tipo di radiofonia,
fortemente personalizzata, interattiva e non lineare, che
Internet ci sta abituando a consumare. Forse c'è una
certa tendenza a sopravvalutare l'impatto della radio non-broadcasting
dal punto di vista numerico, milioni di persone continueranno
ad ascoltare la radio come la conosciamo. Ma tutte queste
considerazioni non sono inutili. Nelle nazioni altamente infrastrutturate
come gli Stati Uniti o l'Europa la diffusione di contenuti
audio via Internet non potrà non avere un peso crescente
e anche se non sarà fortemente maggioritario, finirà
comunque per togliere ascoltatori e risorse alla radio convenzionale,
analogica o numerica che sia. E in condizioni di minore disponibilità
di risorse l'establishment della radio non potrà permettersi
di sostenere con lo stesso impegno l'eventuale transizione
dall'analogico al digitale (transizione che prosegue in tutto
il continente nord-americano, considerando che il Messico
ha formalmente accettato il sistema IBOC/HD Radio, autorizzato
dal 2008 per le stazioni AM/FM che operano a meno di duecento
miglia dal confine USA, come standard per la "mudanza"
della radio). Detta in altro modo, che cosa è meglio
fare:
A) puntare tutti i soldi sulla radio digitale sperando che
questa trasformazione possa davvero fare la differenza presso
gli ascoltatori e aiutare l'economia della radio a reggere
davanti all'assalto di nuovi entranti come Pandora?
B) investire tutto sulla capacità di creare strategie
e sinergie Internet per la radio tradizionale, eventualmente
facendo leva su sistemi come RadioDNS che consentono di utilizzare
tecnologie già esistenti (RDS) per gettare un ponte
tra i contenuti della radio e le possibilità della
piattaforma Web?
C) cercare di percorrere, dosando intelligentemente le risorse
disponibili, entrambe queste strade?
Potete guardare il filmato YouTube sulla nuova tecnologia
di controllo vocale che Ford sta lanciando per il suo sistema
di car entertainment chiamato SYNC. Nel filmato si vede il
dimostratore della Ford alle prese con le canzoni di Pandora,
con le mani sempre sul volante. Secondo Radio World l'automobile
è l'ultimo baluardo della radiofonia convenzionale,
ma sistemi come questi e interfacce vocali che funzionano
potrebbero far crollare il bastione difensivo. Dopodiché,
conclude la testata, arriveranno le temute "app"
per dispositivi mobili e il resto della realtà mediatica
moderna travolgerà il modello broadcast come "i
proverbiali barbari alle porte dell'Impero Romano."
***
Future to Radio Broadcasting: Drop
Dead
Is it possible that the days are numbered for the “broadcasting”
part of radio broadcasting?
It is certainly no secret that Internet-based and mobile media’s
assault on the attention span of consumers grows daily. And
since that attention quotient is finite, what one segment
gains, another loses.
Broadcast radio grudgingly has ceded ground in the home as
iPod-style devices, the Internet and smartphone-based mobile
media march forward but in the car broadcast radio has remained
dominant. Futzing with iPods and smartphones can be a diverting
and harrowing experience in the car, and the Internet is not
a player on the road.
Make that “wasn’t” a player on the road.
As you may have seen reported in Radio World, Ford and Pandora,
the Internet-based music service, recently demonstrated a
new service, to be available in the 2011 Ford Fusion, wherein
a smartphone was used as an Internet portal for Pandora. But
more than that, an app (they’re everywhere!) allowed
the Fusion’s music system to interact with Pandora and
respond to voice commands.
This Ford video demo is effective visual evidence of how it
works; it is recommended viewing. Ease of use is a high priority;
and the demo indicates that at least some of the players are
well aware of that.
Can this be dismissed as just another “quadraphonic”
demo, or is this Beta — meaning, this particular type
might not succeed but the overall idea is about to radically
change a whole industry within a few years? Radio World’s
Leslie Stimson entertained the question in her coverage of
the January CES show.
My takeaway answer: The Internet is coming to the car, like
it or not; use it or not.
At the moment the Internet is going to be reliant on smartphones
to get in, but how long before a manufacturer or after-market
parts maker installs Wi-Fi or WiMax receivers in their cars.
After that, the apps will come and then the rest of the modern
media world will flood in like the proverbial barbarians overwhelming
the Roman Empire.
(radio passioni.com)
|