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14 maggio 2011
Nel 1951, una aziendina di Dallas apre
i battenti con un'idea che avrebbe segnato profondamente la
storia della radiofonia e persino della musica, creando addirittura
un nuovo "genere", quello dei motivetti o "jingles"
identificativi.
La motivazione commerciale nasceva dalla necessità
per le stazioni radio americane, di distinguersi dalla concorrenza
potendo contare più sullo stile della loro programmazione
che sulla forza di un vero e proprio brand.
Le radio americane in onde medie si riconoscevano per il loro
"call", l'identificativo di tre o quattro lettere
(le prime erano invariabilmente "W" e "K")
che veniva loro assegnato insieme alla licenza. Al poco appetibile
"nome" gli ascoltatori dovevano associare una frequenza
della scala parlante dei loro ricevitori, un incubo dal punto
di vista del marketing.
Alcune emittenti adottavano uno slogan, decisamente più
facile da ricordare e spendibile come arma promozionale. Ma
diversamente da tutti gli altri tipi di business non potevano
imporsi altrettanto facilmente con una insegna o un logotipo.
L'unica era inventarsi un marchio musicale.
A questa esigenza venne incontro la famosa piccola azienda
di Dallas.
Per i primi decenni gli editori delle stazioni più
importanti e ricche producevano i loro jingles in proprio,
ma dal 1951, con la nascita di "Production, Advertising,
Merchandising Service", meglio nota tra editori radiofonici
e cultori del genere con il suo acronimo PAMS la composizione
e l'esecuzione di questi "audio-logotipi" diventa
un processo industriale, a metà strada tra arte creativa
e catena di montaggio, un mestiere capace di conciliare inventiva
e standardizzazione offrendo a un maggior numero di stazioni,
anche a quelle più piccole, l'opportunità di
farsi riconoscere.
Con l'arrivo delle stazioni pirata offshore nel Mare del Nord,
PAMS conquistò una solida fama anche in Europa, creando
una vera e propria cultura dello stacchetto musicale.
Alla storia dei primi sessanta anni di vita di PAMS è
dedicato un radiodocumentario di due ore curato con Ken R.
Deutsch da Norman Barrington, storico, collezionista e soprattutto
DJ della seconda fase di Radio Caroline/Mi Amigo, dal 1972
al 1974. Oltre a essere trasmesso su un certo numero di stazioni
on air e Web, lo show di Norman è ospitato sul sito
di The Jingle Network, sito sponsorizzato dallo studio di
registrazione milanese Jingles Factory RadioImaging anch'esso
attivo, sul mercato italiano e mondiale, da parecchi anni
(non ho avuto tempo di fare molte ricerche ma credo sia una
iniziativa del musicista Loris Meroni).
La stessa PAMS è presente sul Web con un fantastico
archivio delle sue produzioni, fin dagli esordi a inizio anni
'50 e naturalmente una breve storia del jingle.
(radio passioni.com)
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