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11 marzo 2011
L’A.I.R.L. – Associazione
Italiana Radia Locali, nata nel 2001 e rappresentativa di
circa 200 radio locali, già operante in seno alla Commissione
per l'assetto RTV presso ex Mincom condivide il contenuto
della denuncia di AudioCoop contro i grandi network radiofonici
che schiacciano la nuova musica italiana a favore e a sostegno
della musica di “casa nostra” visto che oramai
sono solo le radio locali a sostenere la musica tipicamente
made in italy prodotta dagli indipendenti e dagli emergenti.
Come ben sanno gli indipendenti e gli emergenti,le radio locali,
quelle cioè radicate sul territorio (città,
province e non oltre la copertura regionale) sono le uniche
a recepire le numerosissime richieste di messa in onda dei
brani che ci vengono recapitati quasi quotidianamente e per
inciso tutto ciò avviene 'gratuitamente' .
Oltre ai network il problema della musica di “casa nostra”,
a nostro modesto parere, deriva anche e soprattutto dalle
associazioni di riscossione dei diritti il cui solo e principale
scopo sembra quello di rastrellare la maggior quota di risorse
anche e soprattutto da coloro che da oltre 30 anni la musica
italiana, i loro autori ed interpreti l’hanno sempre
promossa e sostenuta gratuitamente: visto tale ruolo, le radio
locali, al contrario , andrebbero incentivate con sgravi e
facilitazioni per questo lavoro di promozione culturale.
Fatte queste premesse, l’A.I.R.L. è certamente
a fianco di AudioCoop e delle sue battaglie a favore della
musica di “casa nostra”, nazionale, regionale
e territoriale, e di chi intende rappresentarla onestamente;
auspichiamo da sempre che per “Decreto” si disponga
come in Francia, ovvero che la musica indigena abbia la priorità
su quella d’importazione. Che le radio locali siano
riconosciute istituzionalmente per il loro preminente ruolo
a favore della cultura italiana e per questo facilitate e
sgravate.
In tal senso, da alcuni mese l’A.I.RL. ha messo in cantiere
il consorzio “1 Radio 100 Città” con l’invito
a tutte le radio locali a partecipare per allargare la copertura
(attualmente già presente in quasi tutte le regioni)
con contatti quotidiani di pubblico superiore agli 8 milioni
giornalieri, perché la radio locale è capillare,
mantiene la propria identità fidelizzando l’ascoltatore
al suo territorio e alla sua realtà sociale e culturale.
Le radio locali sono la culla “da sempre” di nuovi
artisti e personaggi che oggi calcano i più importanti
palchi e la loro progressiva scomparsa va di pari passo con
la morte della musica di “casa nostra”.
(A.I.R.L.)
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