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11 novembre 2010
Il Mei (il Meeting
dei produttori discografici italiani Indipendenti che si terrà
dal 25 al 28 novembre a Faenza) ha diramato un comunicato
stampa a firma del patron Giordano Sangiorgi, nel quale punta
il dito contro le grandi emittenti radiofoniche, colpevoli
– a suo avviso – di aver abbassato la percentuale
di musica italiana trasmessa dalle loro antenne. “E’
un comportamento scandaloso che sta creando problemi enormi
all’intero settore discografico” scrive Sangiorgi.
“Dati alla mano ci sono network che trasmettono appena
il 10% di musica italiana, una quota bassissima, che sta impedendo
una normale promozione dei prodotti discografici del nostro
Paese“.
Secondo l’organizzazione che rappresenta la rete indipendente
in Italia, si tratta di un boicottaggio vero e proprio quello
operato dai grandi gruppi editoriali, in particolare dal dicembre
2008 quando i network hanno disdetto l’accordo con il
Consorzio Fonografici (SCF) che raccoglie e distribuisce i
proventi derivanti dai diritti connessi (diffusione di brani
in luoghi pubblici come discoteche o bar): “In tal modo
non arrivano più diritti né ai produttori né
agli artisti, interpreti ed esecutori italiani” si legge
nel comunicato.
La risposta del MEI è quella di organizzare uno sciopero
durante il meeting faentino: ‘Spegnere’ i network
che trasmettono poca musica italiana e sintonizzarsi sulle
Radio Rai o su quelle non commerciali e sulle locali. “Auspico
che anche il Festival di Sanremo, vetrina della musica leggera
italiana, sostenga questa nostra battaglia” continua
Sangiorgi “in modo da creare un fronte unico di lotta
contro i network, visto che anche tantissime canzoni di Sanremo
hanno subìto questo boicottaggio“.
Tra le soluzioni proposte dal MEI c’è quella
dell’introduzione nelle playlist radiofoniche di una
quota fissa di musica italiana, sullo stile adottato in Francia,
da introdurre con un decreto.
Radio Deejay e RTL 102.5, contattate per avere un loro parere
sulla scarsa percentuale di musica italiana trasmessa, hanno
preferito non commentare la notizia. Intanto, AudioCoop, l’associazione
dei piccoli discografici indipendenti, ha comunicato di essere
disponibile a un incontro con la RNA (Radio Nazionali Associate)
per discutere sul tema della maggiore diffusione di musica
indipendente, italiana, nel circuito di RNA. In un paese esterofilo
(musicalmente parlando) vedremo se si riusciranno ad aumentare
le “quote azzurre” all’interno dei network
radiofonici.
(Ilfattoquotidiano.it)
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