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22 aprile 2010
Il comitato tecnico
FM PT45 che nello European Communications Office si sta occupando
della cosiddetta digitalizzazione della radio, con particolare
in riferimento alla banda VHF II della modulazione di frequenza
ha pubblicato la prima bozza del suo report ufficiale. Nel
sommario esecutivo possiamo leggere una serie di statement
in cui si afferma che di fronte alla proposta di adozione
dei sistemi di modulazione numerica DRM+ e HD Radio non si
può pensare di dispiegare nessuna delle due tecnologie
su vasta scala senza un profondo ripensamento delle regole
di protezione stabilite per dare banda sufficiente a ogni
servizio e senza una successiva revisione del piano di frequenze.
Nessuna delle nazioni che partecipano al comitato tecnico
vuole arrivare a una nuova conferenza regolamentativa.
• For some of the candidate systems
the necessary technical planning parameters are not fully
available thus making it difficult to perform a systematic
comparative technical analysis at this point in time.
• A supplementary Report (to
this Report) will be required to provide the technical elements
and parameters needed for the introduction of digital systems
in Band II.
• There are issues with spectral
bandwidth of some candidate systems relative to the planning
provisions of GE84 which will make their use problematic in
Band II which is heavily occupied by existing services, and
which could necessitate re-planning if these systems were
to be widely deployed.
• Administrations do not wish
to have another major planning conference to replace the GE84
Agreement for new digital services.
• Administrations do not wish
to lose their existing rights under the GE84 Plan. Consequently,
there is a need for any incoming system to comply with the
provisions of GE84 Agreement.
• There may be program and technical
licensing issues on a national basis. For example, an FM program
licence may have been granted following an open competitive
tender process for an individual single service, and any subsequent
changes which would enable a multiplex capability to such
an existing licensee could be problematic.
*****
Il fantasma che aleggia in questo momento
in Europa dopo la decisione - frettolosa - da parte del governo
britannico di fissare una data di massima per un possibile
spegnimento, almeno parziale, delle radio analogica in FM
è che il concetto di switch off diventi universale,
che tutta
Europa finisca per adottarne il principio. Ebbene il comitato
FMPT45 conclude perentoriamente che: no universal switch off
date for analogue services in Band II can be planned.
E' vero, la radio in modulazione di frequenza ha praticamente
settant'anni di vita. Ed è vero, in molti casi offre
un livello di servizi poco adeguato e apparentemente non in
linea con quello che i consumatori di contenuti digitali possono
aspettarsi, almeno sul piano della fedeltà sonora.
Ma l'ECO ci sta dicendo - almeno così pare di capire
- che le risorse di cui le nazioni europee dispongono, gli
investimenti fatti, hanno un peso non trascurabile. Che cambiare
radicalmente il modo di trasmettere i segnali radio broadcast
comporta degli svantaggi e che per il momento i costi rischiano
di essere nettamente superiori ai benefici. La radio digitale
continuerà la sua duplice evoluzione in banda II analogica
e in banda III, dove restano da risolvere problemi non indifferenti
come la scarsa consapevolezza da parte del pubblico, la non
disponibilità di sistemi di ricezione per automobile
e la bassa penetrazione dei segnali VHF all'interno delle
abitazioni e degli uffici (con questo non voglio dire che
il DAB non avrà successo, solo che bisogna fare le
cose davvero per bene per favorirne la diffusione).
Trovo molto suggestiva la coincidenza tra la data di pubblicazione
del report e quella dell'uscita sul New York Times (di domenica)
di un articolo dedicato a Edwin Armstrong, l'inventore della
radiofonia a modulazione di frequenza. Un personaggio straordinario
e decisamente trascurato, nella memoria collettiva degli americani
(figuriamoci la nostra), rispetto a figure come Thomas Alva
Edison e lo stesso Guglielmo Marconi. Armstrong era un bravissimo
ingegnere e fu una delle figure più brillanti nel dipartimento
di ingegneria elettrica della Columbia University. L'ateneo
ricevette in eredità centinaia di scatole di documenti
che costituivano l'archivio personale dello scienziato della
radio, ma fino al 2007 questo fondo sterminato non ha ricevuto
particolari attenzioni. In quell'anno il capo del dipartimento
Mischa Schwartz, facendosi aiutare dalla Fondazione IEEE,
dalla Armstrong Memorial Research Foundation e da aziende
come Alcatel-Lucent, riuscì a racimolare i 70 mila
miseri dollari necessari per pagare una archivista della Columbia,
Jennifer Comins, e mettere ordine in quel caos. Il New York
Times rivela che con quei pochi soldi viene anche finanziato
un blog, Armstrong Papers, dove verranno resi pubblici i ritrovamenti
più significativi e dove soprattutto si tornerà
a discutere di Edwin Armstrong.
I primi esperimenti sulla modulazione di frequenza risalgono,
ai primi anni Trenta, negli scantinati della Columbia. Il
primo brevetto è del 1933 ma Armstrong ancora non sapeva
che sarebbe andato incontro a un mucchio di guai e a una lunga,
estenuante battaglia legale per colpa di tecnologia che a
guerra finita molti utilizzavano senza versare un solo dollaro
di licenza. L'unica cosa che Armstrong proprio non riuscì
a inventare fu un metodo per reggere a tutto quello stress.
Convinto di essere sull'orlo del tracollo finanziario, un
giorno d’ inverno del 1954 saltò dalla finestra
del tredicesimo piano. Proprio lui, che negli anni venti si
faceva fotografare sulle cime delle antenne delle radio newyorkesi.
Chissà come avrebbe preso l'idea delle modulazioni
moderne, di quella OFDM oggi alla base di
tante rivoluzioni digitali. Da bravo ingegnere sarebbe rimasto
affascinato, sicuramente sarebbe il primo a voler sperimentare
la nuova radio. Ma forse non gli dispiacerà neppure
leggere sui documenti dell'ECO quella frasetta. No universal
switch off date for analogue services in Band II can be planned.
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Saving the Neglected History of FM Radio’s Unsung Pioneer
By JOSEPH PLAMBECK
Published: April 18, 2010
The questions seemed simple enough:
When and how did Edwin H. Armstrong, the father of FM radio,
make the discovery that led to that invention?
In 2007, Mischa Schwartz, an emeritus professor of electrical
engineering at Columbia, tried to find the answer. He starting
digging into some of the nearly 600 boxes of Armstrong’s
archives donated to Columbia decades ago, only to find them
disorganized and his quest complicated.
He also saw the condition of the archives as a deterrent to
other scholars who might be interested in Armstrong, a figure
who largely fell out of public awareness — his name
“sliding toward oblivion,” The New York Times
wrote in 1981 — just decades after he committed suicide
in 1954.
Even Mr. Schwartz, who considers Armstrong the “greatest
inventor in radio,” admitted to giving Armstrong short
shrift in the past. In textbooks that he had written, Mr.
Schwartz said he had attributed advancements to one inventor,
only to later discover that Armstrong had made the same discovery
and had understood it much better.
So Mr. Schwartz reached out to groups like the Institute of
Electrical and Electronics Engineers Foundation and raised
more than $70,000 to get an archivist at Columbia, Jennifer
Comins, to organize the material.
The collection includes papers outlining his theories; photographs
of Armstrong and his many inventions; to-do checklists; reel-to-reel
audio; and boxes of material from the many years of litigation
between Armstrong and RCA, and Armstrong and Lee De Forest,
another inventor, over patent issues.
Ms. Comins, who has the help of a graduate student, Jennifer
Howard, began the project last December and plans to finish
by the end of November. They created a blog that would track
their findings and, they hoped, renew some interest in Armstrong.
“When I was growing up I heard about Edison and Marconi,
and I never heard of him,” said Ms. Comins, 37. “And
now I wonder why.”
(radiopassioni.com)
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