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15 maggio 2010
Gli ascoltatori delle radio da qualche
giorno hanno notato che il palinsesto musicale è cambiato.
Mancano le nuove hit, da Marco Carta ("Quello che dai")
a Noemi ("Vertigini").
Il motivo? La tensione tra Consorzio Fonografici SCF (riunisce
la major discografiche) e le radio. La SCF ha chiesto di alzare
i diritti fonografici dall'1 al 4% secondo media europea.
Le radio hanno trovato esagerata la richiesta e, per ora,
non trasmettono i nuovi brani. "Questa situazione va
avanti dal dicembre 2006 quando è scaduto il contratto-
spiega a Tgcom Saverio Lupica, presidente della SCF (che include
le case discografiche Emi, Universal, Sony, Warner, Nar e
Sugar) -. Abbiamo fatto la richiesta iniziale di alzare i
diritti dall'1% al 2%, oggi le radio pagano comunque meno
del 2%. Ma non è stato raggiunto nessun accordo a dicembre
2008. Poi siamo passati a un altro piano di discussione chiedendo
di stabilire un equo compenso della percentuale calcolando
il minimo dei diritti applicati dalla Spagna del 2,16% e quello
massimo francese del 5,8%.
In sostanza si arriva a una richiesta del 4%. Siamo stati
disponibili, abbiamo provato una conciliazione ma alla prima
udienza, dopo mesi di promesse, è saltato tutto da
parte delle radio.
Quando abbiamo comunicato che saremmo ricorsi, come abbiamo
fatto, ai giudici ecco che le radio hanno attuato questa iniziativa
di rimodellare i loro palinsesti musicali non proponendo le
nuove hit.
Per carità, liberissimi di farlo, possono anche programmare
canzoni degli anni 30 ma non trovo corretto la richiesta della
liberatoria per la richiesta sui pagamenti dei diritti fonografici,
chiamati anche comunemente diritti discografici". Insomma
la soluzione sembra ben lontana anche perché in ballo
ci sono "dieci cause con cinque giudici". Per adesso
le posizioni sembrano inconciliabili.
Una richiesta piombata sulla testa dei direttori delle radio
che sembrano essere rimasti spiazzati dalla decisione.
Nelle prossime ore comunicheranno sicuramente una posizione
decisa e netta rispetto a tutta la questione.
Per adesso non resta far altro che affidarsi alla Rete e ai
canali ufficiali di vendita dei dischi in digitale per ascoltare
nuovi album e i singoli degli artisti più amati.
(Tgcom)
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