Clicca
qui per stampare questo articolo |
1 marzo 2010
Partono gli spot di denuncia contro
il taglio dei contributi per le radio, nazionali e locali,
e per le televisioni locali avvenuto con il decreto milleproroghe.
Li mettono in onda, da oggi pomeriggio le televisioni associate
alla Frt. Sottotraccia si sta "lavorando" a un provvedimento
da varare lunedì in Consiglio dei ministri per ripristinare
i finanziamenti, a patto di trovare la copertura e un'intesa
sullo strumento da utilizzare (decreto, disegno di legge,
emendamento a un provvedimento in corso d'approvazione). Fino
a lunedì, almeno, lo spot sarà mandato in onda,
per trenta volte al giorno, un centinaio di emittenti locali
associate dalla Frt, realizzato da Espressione Tv, per un
totale di tremila spot al giorno, per ora.
Perchè da martedì, se non ci saranno novità
concrete nel Consiglio dei ministri, partiranno le radio e
le tv locali di Aeranti-Corallo, con una serie di dieci comunicati
ripetuti ogni giorno per dieci giorni dalle circa mille emittenti
aderenti all'associazione. Totale: centomila comunicati.
A un mese dalle elezioni regionali, è difficile pensare
che il Governo resti a guardarsi gli spot e ad ascoltare i
comunicati. «Il governo - sottolinea Filippo Rebecchini,
presidente della Frt e proprietario dell'emittente laziale
SuperTre - ha cancellato le provvidenze all'editoria per le
emittenti radiotelevisive a vantaggio delle radio e delle
testate di partito.
Il decreto poi è retroattivo: prevede la riduzione
delle provvidenze sin dal 2009. I suoi profili d'incostituzionalità
appaiono evidenti». Per Luca Montrone, proprietario
di TeleNorba, la tv con il maggior ascolto in Puglia, Basilicata
e Molise, «l'intero comparto è già provato
dalla crisi, dal passaggio al digitale terrestre e dai consistenti
tagli al fondo per l'emittenza locale».
I 150 milioni previsti nel fondo del Ministero dello sviluppo
per il 2010 erano stati ridotti prima a 80 milioni, dei quali
50 furono recuperati, grazie all'intervento del viceministro
Paolo Romani e alle proteste dell'opposizione. «Ne mancano
venti all'appello - continua Montrone - e per il 2011, a oggi,
sono stanziati solo 60 milioni e per il 2012 95. Questo mente
il fatturati pubblicitario delle emittenti locali, nel 2009,
è calato mediamente del 30 per cento.
Sono in ballo cinquemila dipendenti nell'emittenza locale,
che secondo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia,
«oltre a contribuire direttamente all'occupazione è
strettamente correlata allo sviluppo delle piccole e media
imprese, che rappresentano una parte molto significativa del
valore aggiunto totale all'economia del Paese».
Non sono solo le tv locali a subire i tagli ma anche le radio.
«La legge - sottolinea Eduardo Montefusco, presidente
di Rna, Radio Nazionali Associate - equipara le nostre testate
a quelle dei quotidiani proprio per il valore e la qualità
dell'informazione. Riteniamo che il tagli apportato sia frutto
di un errore di valutazione che riduce l'offerta informativa
delle radio e mette a forte rischio l'occupazione delle imprese,
già provate dal difficile momento di crisi e impegnate
a investire nelle nuove tecnologie digitali. Auspichiamo un
urgente intervento legislativo».
(Il Sole24Ore)
|