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19 maggio 2010
Il Ministro dei Beni e delle Attività
Culturali, Sen. Sandro Bondi, ha incontrato una delegazione
di editori radiofonici nazionali, aderenti alla RNA, guidata
dal Presidente Eduardo Montefusco, preoccupati per l’ennesima
rottura delle trattative per il rinnovo del contratto per
i diritti fonografici imposta da SCF.
Una scelta irragionevole visto che le imprese radiofoniche
nazionali hanno sempre riconosciuto pienamente il diritto
degli autori, degli esecutori e dei fonografici ad un adeguato
compenso per l’utilizzo radiofonico del repertorio musicale
. “La Radio e la Musica costituiscono un binomio inscindibile.
Insieme rappresentano il ritmo quotidiano della nostra vita”
– ha dichiarato Montefusco. Per questo, la RNA e le
imprese nazionali associate hanno sempre mantenuto e tuttora
mantengono un ottimo rapporto con SIAE e con AFI .
Sono in atto, infatti, convenzioni, recentemente rinnovate,
sulla base di accordi economici di reciproca soddisfazione
definiti da decenni”.
La RNA lamenta, invece, una grave situazione di crisi con
SCF, il Consorzio – collecting che rappresenta tra l’altro
le multinazionali della musica. Infatti, la SCF non intende
trattare il rinnovo della convenzione scaduta alla fine del
2006 pretendendo prima un incremento del 40 % dei compensi,
poi la cancellazione della normativa italiana in materia di
compensi per i diritti connessi o fonografici.
La RNA è convinta che la SCF sia spinta dagli interessi
dei grandi gruppi musicali internazionali visto che pretende
senza ragione compensi esorbitanti ed ingiustificati pensando
così di poter ripianare i mancati introiti dovuti alla
profonda crisi della discografia. “Le imprese radiofoniche
nazionali hanno sempre sostenuto il prodotto musicale italiano
e le imprese discografiche del nostro Paese - ha sottolineato
il presidente RNA, Eduardo Montefusco, al ministro Bondi -
convinti che queste possano favorire la cultura italiana e
l’attività dei nostri artisti, aprendo spazi
a giovani talenti. L’atteggiamento ostile ed intransigente
della SCF rischia di minare questa collaborazione nata con
l’avvio delle trasmissioni delle emittenti private italiane
solo per incrementare il fatturato delle case discografiche
multinazionali straniere.”.
La RNA ed i suoi associati si sono impegnati, come d’altronde
hanno sempre fatto in passato, ad onorare il compenso per
i diritti fonografici, rispettando alla lettera i contratti
vigenti e seguendo i livelli tradizionali di remunerazione
definiti da oltre venticinque anni .
Risulta, pertanto, incomprensibile l’atteggiamento di
SCF che rischia di generare un’ulteriore crisi nel settore
musicale nazionale, dimenticando che la radiofonia offre ogni
giorno servizi, informazione ed intrattenimento ad oltre 40
milioni di ascoltatori. “La RNA – ha dichiarato
il Presidente Montefusco – ha chiesto al Ministro dei
Beni e delle attività Culturali di assumere ogni iniziativa
utile ad impedire la crisi del settore e a garantire condizioni
di equità nella definizione dei compensi fonografici,
così come sancito dalla normativa vigente”.
Il Ministro Sandro Bondi, esprimendo preoccupazione per la
crisi in atto, si è impegnato a favorire la ripresa
delle trattative interrotte, convinto che questa situazione
indebolisca il sistema culturale italiano. Il presidente della
RNA, Eduardo Montefusco, alla fine dell’incontro ha
ringraziato il ministro Sandro Bondi, l’Associazione
dei fonografici italiani AFI e tutti gli artisti italiani
che in questa difficile crisi stanno dimostrando la loro disponibilità
a collaborare con le imprese radiofoniche per lo sviluppo
della nostra musica, autentica espressione della cultura italiana.
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