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4 marzo 2010
Sembrerà paradossale, ma uno
degli effetti che sta sortendo il regolamento Agcom sulla
radio digitale è quello di... valorizzare gli impianti
analogici.
Già, perché, per come è costruita, la
delibera Agcom 664/09/CONS assegna una grande rilevanza (giuridica
e sostanziale) alla copertura analogica.
Tutto prende le mosse dall'art. 3 comma 13 del Regolamento
della delibera citata, che così recita: "L'autorizzazione
di cui al comma 12 consente di trasmettere programmi radiofonici
numerici e programmi dati nel bacino nel quale sono comprese
le province legittimamente servite in tecnica analogica, nel
rispetto del limite di cui all'articolo 24, comma 3, del Testo
Unico". Tradotto, significa, semplicemente, che l'ambito
diffusivo delle future trasmissioni in tecnica digitale non
potrà eccedere, per i fornitori di contenuti, da quello
analogico (attuale).
Chi pertanto pensava o sperava che l'avvento del digitale
radiofonico avrebbe riscritto le regole dell'attività
radiofonica italiana, si sbagliava: nessuno avrà in
ambiente numerico più di quel che ha in analogico.
Come sostanzialmente è accaduto nel comparto televisivo,
del resto. Conseguirà da ciò - e qui arriviamo
alle conseguenze indirette di cui si diceva in apertura -
l'avvio di una nuova corsa al completamento (anche se più
razionale ed avveduta) delle reti FM ed in particolare da
parte di quei soggetti che ambiscono a raggiungere i limiti
massimi di diffusione ex lege, previsti dall'art. 24 c. 3
D. Lgs. 177/2005 ("Uno stesso soggetto esercente la radiodiffusione
sonora in ambito locale, direttamente o attraverso più
soggetti tra loro collegati o controllati, può irradiare
il segnale fino ad una copertura massima di quindici milioni
di abitanti. In caso di inottemperanza, il Ministero dispone
la sospensione dell’esercizio fino all’avvenuto
adeguamento").
Gli effetti di questa presa di coscienza si stanno già
vedendo in queste ultime settimane, attraverso un rinnovato
interesse verso la compravendita di impianti in modulazione
di frequenza. Questa volta, però, non con deleteri
intenti speculativi, ma finalizzati ad un ragionato sviluppo
imprenditoriale. Tutto sommato, un segnale di maturità.
(newslinet.it)
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