Le piattaforme digitali
non impoveriscono la radio ma al contrario contribuiscono
al rafforzamento degli editori presenti sul mercato. Ne e’
convinto Eduardo Montefusco presidente di Rna, l’associazione
che riunisce le principali radio nazionali private, e fondatore
di Rds, che spiega come si sta evolvendo il settore radiofonico
nell’intervista a Prima Comunicazione.
“Le tecnologie che si sono avvicendate hanno sempre
prodotto un aumento della durata di ascolto della radio. Ora
a prolungare l’audience si aggiunge il web che ha tolto
qualsiasi confine al segnale. Le tecnologie possono cambiare
ma alla radio preferita si resta sempre legati, si continua
ad ascoltarla perche’ a differenza degli altri mezzi
crea un legame particolare con il pubblico”, dice Montefusco
nell’intervista a Prima.
“È l’engagement, il feeling con l’ascoltatore,
la chiave della sua forza. Un valore che gli editori hanno
coltivato a partire dagli anni Ottanta quando con i programmi
di dediche e richieste sono stati i precursori delle moderne
community”. Nell’intervista a Prima Eduardo Montefusco
affronta anche i due temi caldi della radio italiana, a partire
dalla contestazione dell’ultima rilevazione Audiradio:
“Abbiamo deciso di adottare tutte le cautele necessarie
prima di pubblicare nuovamente il Panel Diari. Prevedo una
pausa di almeno sei mesi. Niente di trascendentale, aspettiamo
solo che ci sia un riallineamento alla realta’”.
Sul braccio di ferro con i discografici che chiedono agli
editori di rivedere la quota dovuta per l’utilizzo della
musica, i cosiddetti diritti connessi, nell’intervista
a Prima Montefusco taglia corto: quando Scf ha fatto causa
ai principali network abbiamo smesso di pagare e rimesso la
questione nelle mani dei nostri avvocati. Alcuni dei nostri
dicono addirittura che quello che abbiamo versato finora e’
stato persino troppo. Ora aspettiamo il giudizio del tribunale”.
(ITALPRESS)
IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21