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24 settembre 2010
«Tra i generi che hanno
segnato la storia della radiofonia, il documentario sonoro
è senz'altro tra i più illustri - scrivono gli
organizzatori di un seminario sul documentario sonoro tenuto
a Torino nell'ambito del Prix Italia.»
L'audiodocumentario, genere rappresentato in Italia dall'associazione
Audiodoc, animatrice del workshop, è un nobile incrocio
tra reportage giornalistico e narrazione descrittiva e finora
ha prosperato nei precisi confini della radio. Ora che questo
medium non è più così isolato, ora che
la convivenza con il Web consente di accompagnare la pura
voce con suggestioni di tipo testuale, grafico, fotografico,
filmico, quali prospettive si aprono per quelle figure di
reporter, saggisti, narratori che non ricorrono al commento
come a un semplice corollario di una serie di riprese video,
ma che affidano al solo commento, ai suoni della ripresa audio,
alla traccia musicale, la maieutica funzione di suscitare,
in chi ascolta, le immagini "mancanti"?
«Nell'era delle radio di flusso - aggiunge Audiodoc,
dove i palinsesti hanno iniziato ad esser costruiti per assecondare
una identità di rete e – contemporaneamente -
a erodere sempre di più i costi produzione, i documentari
radiofonici hanno via via trovato spazi e risorse sempre più
rarefatti, nonostante rimanesse vivo l'interesse almeno in
una parte degli addetti ai lavori e degli ascoltatori. E’
questa una delle riflessioni che ha spinto alcuni autori e
autrici di audio documentari a fondare nel 2006 Audiodoc,
la prima associazione italiana che ha lo scopo di promuovere
la produzione e la fruizione dei documentari sonori in Italia.
In questi anni, il dibattito tra soci e colleghi si è
sviluppato intorno alla domanda “È possibile
tracciare dei percorsi di vita per gli audio documentari anche
al di fuori della diffusione radiofonica?”. Una domanda
che ci ha portato alla ricerca di nuove forme di committenza,
di comunicazione e di dialogo con i possibili ascoltatori.»
Per discutere di questo e presentare i propri lavori si sono
riuniti presso la sede Rai di Torino:
Jonathan Zenti, audio documentarista,
socio di Audiodoc e responsabile editoriale di Suoni Quotidiani,
presenterà “Gelato con tre bale”, un audio
documentario eseguito dal vivo: una commistione tra il mondo
della radio e dello spettacolo, in cui viene descritta la
preparazione ad un lutto di una famiglia del Nord-Est Italiano;
Anna Maria Giordano, co-fondatrice
di Audiodoc, giornalista, redattrice e conduttrice di Radio3Mondo
(RadioRai), farà ascoltare “Sont Ils Aux Courant?
Homme et Excision”, un audio documentario nato dalla
collaborazione con AIDOS (Associazione Italiana donne per
lo sviluppo) e che è stato il frutto di un progetto
di intervento sociale indirizzato all'utilizzo della radio
nella lotta all'abbandono delle Mutilazioni Genitali femminili
in Burkina Faso.
Andrea Giuseppini, audio documentarista
e presidente di Audiodoc, presenterà “KM99: storie
sul fiume Aniene” un docu-web che ripercorre il corso
del fiume, attraverso la commistione di suono e fotografie.
Angelo Miotto, caporedattore di Peace
Reporter e corrispondente per Radio Popolare Network, illustrerà
il progetto “The Iron Curtain Diaries”, un docu-web
sulla storia della Cortina di Ferro che vede l'interazione
dei documenti sonori, delle illustrazioni di Davide Toffolo,
delle ricerche di reporter come Matteo Scanni e delle foto
di Samuele Pellecchia.
Il dibattito e la riflessione sui materiali
presentati e sulle nuove prospettive per la diffusione degli
audio documentari ha avuto anche il contributo speciale del
professor Alberto Gozzi, docente di Linguaggio Radiofonico
presso l'Università di Torino.
Specie con le problematiche trattate
dai protagonisti di questo importante evento del Prix Italia,
una parola può valere mille immagini invisibili. Vi
suggerisco una visita al sito di Audiodoc, dove potrete sostenere
l'azione svolta da questa associazione acquistando in archivio
i Cd con le produzioni degli iscritti.
(radio passioni.it)
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