Clicca
qui per stampare questo articolo |
1 ottobre 2010
Il 1° ottobre 1950, alle 21, si
alza il sipario sulle trasmissioni del Terzo Programma radiofonico:
una scelta senza precedenti quella di destinare un intero
canale a un pubblico più attento alla cultura in tutte
le sue sfaccettature: dall’arte alla musica, dal teatro
alla letteratura.
“Quando nacque il Terzo Programma, il 1° ottobre
1950, l’Italia era diversa e più povera, anzi
era diverso e più povero tutto: l’economia, i
consumi culturali, le comunicazioni. Eppure si aprì
uno spazio nel quale risuonava una vibrazione nuova. Una radio
destinata a trasmettere la bellezza del mondo: la musica,
la letteratura, i libri, il teatro, la scienza, senza ignorarne
i conflitti e le contraddizioni.
Una radio di suoni e di idee, di musiche mai banali, di parole
mai vuote. Per una cultura che non apparisse mai evasione
o decorazione. In questi sessanta anni sono cambiati il mondo
e l’Italia, ma anche Radio3. Eppure, quella vocazione
iniziale rimane intatta. “Sempre Nuova Radio3”
vuol dire questo: una rete che rifiuta ogni compiacimento
autosufficiente, affronta con coraggio i cambiamenti, rinnova
linguaggi e suoni, perché sa di essere qualcosa di
unico, sente il valore di eredità ignorate altrove.
Con quella ricchezza sfida la contemporaneità. Non
come un’isola felice, beata e separata, secondo quello
che magari con entusiasmo ci dicono in molti. Una penisola,
semmai: ben attaccata al resto del mondo ma un po’ o
molto diversa”.
Il 1° ottobre Radio3 festeggia i suoi primi sessant’anni:
infinite le idee, tantissime le voci in un lungo percorso
che ha caratterizzato la prima radio culturale, la prima emittente
in modulazione di frequenza, la prima che non cercasse un
pubblico generalista, la prima a proporre programmi “differenti”.
Dal 1° ottobre del 1950 molte cose sono cambiate, naturalmente,
ma quella vocazione resta intatta perché la “missione”
di Radio3 è di trasmettere la bellezza del mondo attraverso
la musica, l’arte, il teatro, i libri, la poesia, la
letteratura, la scienza. Senza mai ignorare la complessità,
le contraddizioni e i conflitti del proprio tempo, in questi
anni Radio3 ha conquistato un pubblico particolare, ampio
e attivo, oggi anche interattivo.
E, proprio con i suoi ascoltatori, Radio3 vuole festeggiare
i sessant’anni attraverso una serie di iniziative che
prenderanno il via con la mostra fotografica “La voce
delle immagini” in programma all’Auditorium Parco
della Musica di Roma dal 29 settembre. Sette fotografi italiani
tra i più significativi del nostro tempo riflettono,
attraverso le immagini, sul tema dell’ascolto e mettono
le loro opere a dialogare con la radio, con le sue parole
e i suoi suoni. Sono sette autori di provata sensibilità
artistica, tra i maggiori protagonisti dell’espressione
fotografica italiana contemporanea: Gabriele Basilico, Vincenzo
Castella, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Walter
Niedermayr, Francesco Radino.
Ma il culmine dei festeggiamenti coinciderà con il
1° ottobre, giorno della data di nascita del Terzo Programma.
Per l’occasione è prevista una lunga diretta
a partire dalle 15.00 fino a notte inoltrata dove si alterneranno
tutti i protagonisti della radio di allora e di oggi in una
staffetta di voci e testimonianze, di ricordi e progetti.
Musicisti, attori, scrittori e poeti animeranno le varie trasmissioni
e sarà questo il loro regalo a Radio3. Alle 21.00,
nell’ora esatta in cui nel 1950 andò in onda
la sua prima trasmissione, Radio3 si sintonizzerà su
quella serata di sessant’anni fa dedicata al mito di
Orfeo, riproponendolo con i suoni e le parole di oggi.
Nei giorni successivi, un fitto calendario di concerti e trasmissioni
speciali tra cui quattro radiodrammi di ambiente radiofonico
realizzati da altrettanti giovani scrittori italiani scandirà
le fasi dei festeggiamenti. Tra gli appuntamenti da non perdere,
quello di domenica 3 ottobre con il concerto inaugurale della
stagione 2010-2011 dei Concerti del Quirinale e quello di
giovedì 7 ottobre dell’Orchestra Sinfonica Nazionale
della Rai, entrambi dedicati all’anniversario. Inoltre,
il 12 ottobre, il “Dottor Djembé” di David
Riondino e Stefano Bollani proporrà in diretta da via
Asiago una serata davvero speciale di musica e di ironia.
La giornata conclusiva del sessantenario è fissata
per il 28 ottobre con una Giornata dedicata al futuro delle
radio culturali in Europa, alcune delle quali gemellate con
Radio3, come Bbc4, France culture, la tedesca Wdr, la Radio
pubblica polacca, la Radio della Svizzera italiana. Interverranno
scrittori e intellettuali particolarmente interessati al ruolo
vitale della radio in generale e, soprattutto alla “Sempre
Nuova Radio3”.
Il direttore di Radio3, Marino Sinibaldi, ha affidato l’anteprima
dell’anniversario alla mostra “La voce delle immagini”:
suoni e immagini si incontrano nello scenario dell’Auditorium
Parco della Musica di Roma. “Una foto non si sente,
la radio non si vede. Non sono difetti: sono le virtù
di due mezzi gemelli. Linguaggi che non saturano i sensi e
lanciano la più provocatoria, attuale e necessaria
delle sfide: quella all’immaginazione. Cosa accade incrociandoli?
Le foto parlano, la radio si mostra? L’idea di questa
esposizione – spiega Sinibaldi - nasce da qui: provare
a far vedere quello che non si può vedere, trovare
un suono per ciò che appare muto. E nasce da un anniversario:
il 1° ottobre 2010 Radio3 festeggia i suoi primi 60 anni
- tre volte venti compleanni pieni di idee e di voci. Con
una vocazione: cercare la bellezza e l’intelligenza
del mondo, anche dentro i suoi conflitti e i suoi cambiamenti.
E, insieme, riflettere sulla natura profonda dello strumento
radiofonico, che trasmette attraverso il puro suono un universo
infinito di immagini. Forse per questo Radio3 ha sviluppato,
lungo gli anni, una inclinazione a ragionare sulle arti visive,
lanciando la sfida di far vedere l'invisibile, di sostituire
l’occhio con l’orecchio. Sono nati così
programmi specifici dedicati all'arte dove sono stati coinvolti
importanti artisti contemporanei come Carla Accardi nel 2010
e Michelangelo Pistoletto nel 2011, che con il loro segno,
offerto a Radio3, ci aiutano a immaginare la radio”.
(giornale radio.info)
|