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25 gennaio 2009
RADIO: GASPARRI, SERVE
CONTROLLO ANCHE QUI ATTACCHI A PREMIER. "Ha ragione il
Presidente Berlusconi a mettere sotto accusa una televisione
con innumerevoli contenitori antiberlusconiani che infondono
scetticismo e pessimismo nel Paese”.
“Il fenomeno non si limita alla televisione, ma coinvolge
massicciamente anche la radio" dice Maurizio Gasparri
intervistato da Klaus Davi nel corso del programma web Klauscondicio.
“Di qui - secondo Gasparri - la necessita' di adottare
dei meccanismi di controllo analoghi a quelli gia' in uso
per la televisione. Certo, la televisione - ha spiegato il
senatore del Pdl - ha una sua efficacia comunicativa indiscussa,
un maggior calore e, quindi, fa piu' notizia, anche perche'
Berlusconi e' un protagonista della vita di questo mezzo e
perche' quando abbiamo fatto le leggi, compresa la mia, c'e'
stata la rissa e la ressa attorno, dentro e fuori al tubo
catodico.
Ciononostante, la radio si e' sempre difesa bene.
Molti non si sono resi conto che i numeri non sono mai diminuiti,
anzi semmai sono cresciuti, anche perche' le radio, cosi'
come le tv, hanno moltiplicato la loro presenza.
E' vero che per molte la politica e l'informazione non sono
centrali, ma in generale emergono degli aspetti di satira
da non sottovalutare.
Il passaggio radiofonico, e' vero, viene percepito come meno
polemico rispetto a quello televisivo, ne' ci sono stati finora
episodi eclatanti che abbiano attirato particolarmente l'attenzione,
ma e' fuori discussione che bisogna stare piu' attenti e verificare
che certi programmi non calchino troppo la mano contro il
Governo".
Maurizio Gasparri si e' detto pronto a perorare presso il
premier la proposta di dar vita a una radio di governo, utile
per meglio spiegare ai cittadini le proprie iniziative, magari
sul modello di quanto contribui' a realizzare negli Stati
Uniti George Bush con i consorzi di network radiofonici.
"E' assodato - da detto Gasparri - che la gente si ricorda
quello che ha sentito alla radio molto piu' di quanto abbia
visto alla tv. Non e' un caso se da decenni i presidenti americani
tengano dei discorsi trasmessi solo alla radio".
(AGI)
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Le parole di Gasparri
preoccupano chi si è sempre difeso dalle censure e
dalla riduzione della possibilità di esprimersi con
libertà.
In un paese libero non si ha mai paura della critica e della
satira e si risponde a questo con attenzione o con altrettanta
ironia (mi viene in mente Spadolini che si fece regalare da
Forattini, una vignetta che lo ritraeva), lo avevano capito
già nel Medioevo, quando i vari Principi, permettevano,
la presenza nelle loro Corti ai comici dell’arte, che
mettevano in scena spettacoli in cui si ironizzava sulle loro
persone e sui loro comportamenti.
Ma la risata che suscitava la satira, che veniva proposta
in quelle circostanze, era il miglior antidoto alla protesta
di piazza o alla rivolta, attraverso quel riso si potevano
sopportare ancora per un po’ delle angherie e dei soprusi.
Ma l’epoca di cui parlo è un’ epoca di
poteri forti e di convinzioni d’acciaio, dove anche
i tiranni avevano una qualche dignità.
Le parole di Gasparri indicano semplicemente il basso livello
dei nostri governanti, indicano la paura di un Presidente
del Consiglio con i piedi d’argilla e con il terrore
che si possa scoprire che il Re è nudo (cosa che molti
già sanno, anche tra quelli che si riconoscono nel
centro-destra), indicano semplicemente che c’è
una grande differenza tra i proclami e la capacità
di rappresentare con serietà, un popolo e un paese.
Forse l’Onorevole Gasparri ritiene che anche la satira
debba appartenere alla sfera governativa, come più
volte l’intera compagine ha tristemente dimostrato.
Basti pensare al discorso di Berlusconi all’insediamento
alla Presidenza del Parlamento Europeo, o alle corna mostrate
nella foto ufficiale con altri Capi di Governo stranieri;
alle avances dichiarate ad un Primo Ministro di uno Stato
del nord Europa; per non parlare del Ministro M. S. Gelmini
e della sua collega M. Garfagna, le cui nomine sono di per
sé esempi di satira, o vogliamo parlare delle poesie
dedicate al Premier dal Ministro S. Bondi?...
Tutte scene e situazioni che avremmo preferito non vedere
né sentire se non in un varietà.
Delle dichiarazioni di Gasparri mi resta una sola convinzione:
della sua presenza politica ricorderemo soltanto le eccellenti
e divertentissime imitazioni di Neri Marcorè.
Francesco Anzalone
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