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26 agosto 2009
Non
ho motivi per non credere a Franceschini quando dichiara che
non farà alcuna telefonata per favorire Tizio o Caio
da piazzare ai vertici di RAI 3 e al TG3. Così come
sono convinto che non la faranno gli altri candidati alla
segreteria del PD. Il potere di nomina spetta al cda della
RAI e saranno loro in totale autonomia e rispettando i soli
criteri di professionalità e competenza, a scegliere
chi dovrà ricoprire gli incarichi in questione. Ma
oggi il Corriere in prima pagina parla di "Pasticcio
del PD sulle nomine a Rai Tre" e sul sito di Repubblica
viene riportata un'agenzia che riprende quanto ha dichiarato
questa mattina Di Pietro che, secondo quanto ha dichiarato
sempre Franceschini a Genova, non va confuso con il nostro
vero nemico: Mr B. Si legge che "il temporeggiamento
è dovuto all'attesa del congresso del PD, perché
se vincesse uno piuttosto che l'altro, la scelta dei portaborse
per ricoprire le due poltrone vacanti sarebbe differente."
Poi riferisce della falsa indignazione del Pdl dopo che hanno
lottizzato fino a due minuti fa con nomine scandalose (una
su tutte al TG1 ormai diventato il nuovo Studio Aperto, la
bella copia del TG2, perché farla brutta sarebbe troppo).
La lottizzazione RAI è argomento stravecchio, mai,
dico mai abbiamo avuto la sensazione che quel dirigente o
quel direttore anche se bravo (vedi Di Bella) sia stato scelto
perché risultava essere la migliore opzione esistente
ma solo perché funzionale a quell'area di riferimento
o a quell'altra. Hai voglia a spegnere il cellulare e mettere
il lucchetto al telefono dello studio.
Quando
ero giovane tutto era nelle mani dell"editore di riferimento",
(lancio un quiz: chi dette questa definizione di lottizzazione?)
la DC. Poi dalla metà degli anni settanta, con l'avanzata
del PCI, la seconda rete passa sotto l'influenza dell'opposizione
che se la deve comunque spartire con l'astro nascente Craxi.
Con la nascita di Rete 3 non più regionale, la riserva
indiana viene ufficializzata con Tele Kabul di curziana e
guglielmiana memoria. Poi tutto è cambiato affinché
niente cambiasse, e si è continuato così fino
ad oggi. Grandi proclami volti ad interrompere una odiosa
pratica ma niente che poi si traducesse in realtà.
Oggi tutti fanno come al solito le verginelle, ma intanto
il sospetto prende corpo. Il congresso è prossimo e
Di Bella continuerà a dirigere l'ottimo TG3 fino alla
conclusione. Poi riconferma o promozione e al suo posto uno
più gradito al vincitore dell'assise PD.
Se sul serio si vuole smentire quanti come me hanno forti
dubbi, i consiglieri RAI di opposizione chiedano a gran voce,
subito, la convocazione del Cd’A, rendano pubblica la
trattativa sui nomi e si proceda a fare queste benedette nomine.
Se sul serio è Masi il responsabile di tale ritardo
si convochi una conferenza stampa e si denunci la pratica
dilatoria del D.G. e si abbia il coraggio di denunciare all'autorità
tale omissione. Io non riesco a vedere altra strada che questa,
ma chiunque ne individui altre si faccia avanti.
Sono
convinto che solo così si smentirebbero le voci di
lottizzazione del PD sulla terza rete RAI e sul suo TG. Se
tutto ciò non sarà fatto e le nomine ci saranno
a fine ottobre RAI 3 continuerà a confezionare ottimi
prodotti ma ci sarà sempre l'amaro in bocca nel sapere
che quello spazio ci viene offerto e garantito in cambio di
un sostanziale silenzio su tutte quante le mancate denuncie.
Al di la del ruolo nel teatrino che ognuno dovrebbe comunque
assicurare. Questo qualche anno fa veniva definito CONSOCIATIVISMO,
tutti recitano un ruolo nel pubblico poi nel privato si accordano
per avere la propria fetta di potere per poter sistemare i
propri uomini nei posti che con tale pratica saprò
conquistare. Leggi consigli di amministrazione di municipalizzate,
di Enti, di Aziende e chi più ne ha più ne metta
e chi più ne ha più ne metta.
Io comprendo che il mancato esercizio del potere ai massimi
livelli comporta frustrazione e desiderio di rivalsa ma l'amministrazione
della cosa pubblica è altra storia.
Sono
cosciente del fatto che gli avversari non si scelgono e ce
li ritroviamo al di là dei nostri desideri. Ci piacerebbero
tanto dei conservatori con dei valori morali ed etici verso
la cosa pubblica altissimi. Ci piacerebbe dividersi sui percorsi
e sulle politiche da adottare, per raggiungere obiettivi che
riteniamo utili ad un gran numero di persone ma sempre tenendo
bene in mente cosa vuol dire amministrare cose non mie o tue
ma nostre.
Salvatore
Cuoco
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