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22 marzo 2009
Il format vincente
di Otto FM, radio locale nata tre anni fa sulla struttura
di Reteotto, antica emittente varesina (i primi test sui 103,400
MHz risalgono al 1973!) con una lunga esperienza di primati
e iniziative spesso in anticipo sui tempi (anche troppo, per
poter goderne dei risultati), ha attirato l'attenzione di
molti operatori. Dall’esordio, grazie ad una formula
“solo musica anni ’80”, apparentemente banale,
la stazione è schizzata velocemente in vetta alle preferenze
degli ascoltatori non solo della provincia d’elezione
(Varese), ma anche nelle vaste zone della Lombardia, del Piemonte
e della Svizzera italiana servite dal segnale. Per cercare
di capire meglio le motivazioni del successo, abbiamo chiesto
ed ottenuto un’intervista dalla station manager Patrizia
Cavallin, che dell’emittente, nelle sue varie evoluzioni,
è la memoria storica.
-Il primato della prima radio privata
italiana non è mai stato assegnato. Però 36
anni di attività in FM pare non toglierveli nessuno.
Difficile trovare emittenti ancora in vita dopo così
tanto tempo. Il numero 8 è magico?
Patrizia Cavallin - Il coraggio di rinnovarsi più volte
nel corso di questi 36 anni ci ha permesso di restare al passo
con i tempi. Appare quasi incredibile che nel 2006, anno al
quale risale l’ultimo deciso cambio di format dell’emittente,
per essere vincenti si abbia dovuto strizzare l’occhio
al passato. La vera magia sta nel “vintage”, il
valore delle cose che appartengono al passato e che ci permettono
meglio di capire il presente. Questo teorema vale per tutto
ciò che è arte; e non dimentichiamoci che la
musica è forma d’arte massima. Questo spiega,
in estrema sintesi, il successo di Otto Fm anche tra i più
giovani: apprezzare la musica di ieri che spesso è
fucina creativa dei numeri uno di oggi.
-Non siete certo i primi ad aver scelto
il format oldies, né siete gli unici a programmare
musica anni ’80. Allora dov’è la differenza?
PC - Nel catalogo! Tra gli oltre 100.000 dischi e 60.000 cd
che la radio custodisce gelosamente nel suo archivio - davvero
unico per il panorama broadcasting italiano – sono centinaia
le rarità assolute. Il nostro impegno verso la programmazione
musicale di Otto Fm sta proprio nel saper scegliere il meglio
del meglio; ma anche il peggio talvolta, il brano trash che
fa sorridere, che tanto piace al nostro pubblico e spiazza
la concorrenza. Ci posizioniamo decidendo cosa non suonare,
evitando di irradiare musica inutile che poco rappresenta
gli anni ’80. Ma qui mi fermo, è come per la
Coca Cola, la ricetta non si svela…
-L’FM è l’asse portante
della diffusione di Otto FM, ma ci risulta che l’emittente,
dopo essere stata beta-testing della radio digitale con tecnologia
FM eXtra, sta guardando anche ad altre soluzioni integrative,
soprattutto webcentriche….
PC - Finito il tempo del “one man one station”
abbiamo imparato ad avvalerci sempre dei migliori consulenti
in ogni risvolto dell’attività radiofonica, sulla
scia dell’inaspettato successo del nostro modesto sito
web, realizzato quasi per scherzo e con mezzi semplici (in
poco più di un anno ha superato ampiamente il milione
di contatti) ora stiamo strizzando l’occhio ad autorevoli
esperti, soprattutto delle new technology, cercando, con il
loro supporto, di bissare il successo dell’FM. Abbiamo
metodo, molte idee e parecchi prodotti già pronti.
-Siete stati i primi ad iniziare in
provincia di Varese e forse in Lombardia; i primi a trasmettere
in FM con un suono digitale; i primi ad impiegare il satellite
per veicolare i programmi alle affiliate in syndication…
PC - La vocazione pionieristica è sempre stata nel
DNA della Radio, siamo stati anche ad un soffio dal colpaccio
che ti afferma per sempre. Resta la soddisfazione di essere
stati “realmente” diffusi via satellite in quasi
tutto il mondo e per primi, di aver portato lo stile e la
creatività radiofonica italiana in ogni angolo del
pianeta senza il becco di un quattrino, solo con la forza
delle idee e l’entusiasmo dell’editore nonostante
le nostre limitatissime risorse di radio locale. Ci fosse
stato un finanziatore di quelli giusti...
-Cosa è rimasto di quelle esperienze,
spesso in anticipo coi tempi?
PC - Soddisfazioni a parte - ancora oggi arrivano mail nostalgiche
dal Brasile o dall’Argentina - un po’ di amarezza
per aver mancato per un soffio un successo che avrebbe fatto
parlare di noi per moltissimi anni. Per contro abbiamo imparato
che nella radiofonia le fughe troppo in avanti, ancorché
sorrette da progetti formidabili, non pagano e quindi limitiamo
le “visioni” progettuali a vantaggio di una più
attenta programmazione a breve termine.
-Qual è il futuro prossimo venturo
di Otto FM?
PC - Il filone nel quale ci siamo specializzati, siamo certi,
avrà ancora vita lunghissima; per cui continueremo
ad affinare le nostre playlist togliendo ed aggiungendo di
volta in volta quelle “emozioni musicali” che
tanto ci permettono di fidelizzare un vasto target premiante.
Naturalmente staremo sempre all’erta cercando di fiutare
il vento degli umori e dei gradimenti, i cambiamenti di gusti
e delle mode, quando arrivano, sono repentini. La vera ricchezza
nel nostro gruppo sta nei format originali di proprietà
e l’evoluzione digitale del mezzo radiofonico darà
sempre maggior valore e spazio ai contenuti. Proprio per questo,
crediamo fortemente nelle altre stazioni radio di nostra proprietà,
diffuse via web e via cavo nel Cantone Ticino. Mi riferisco
a Chic Fm, musica anni ’70, Radio Campione, musica italiana
’70 ’80 e Movida Fm, musica latinoamericana. Siamo
i soli nella Svizzera italiana a poter vantare una forte specializzazione
su format e target precisi e intendiamo proseguire su questa
strada aumentando l’offerta, arrivando nel breve termine
a creare un completo bouquet tematico di canali, l’archivio
non ci manca!
(newslinet.it)
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