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19 marzo 2009
Secondo gli analisti
del medium radiofonico, il 2009 potrebbe essere l'anno dei
grandi stravolgimenti nel panorama nazionale. Entro la fine
della corrente annualità, complice la crisi, ma anche
estesi fenomeni di assestamento giunti a maturazione, potrebbero
cambiare proprietà alcune stazioni nazionali (non è
a riguardo stata priva di eco la manifestazione d'interesse
di Monradio di acquisire altre emittenti, in aggiunta a Radio
101).
Ma se è abbastanza
semplice intuire quelle che potrebbero essere le emittenti
sul mercato in tal senso appetibili, più complesso
è analizzare le dinamiche relative al settore pubblicitario,
che pure sarà oggetto di ridistribuzione di equilibri,
magari attraverso alleanze, joint-venture o successioni in
concessionarie.
Quel che è certo
è che - a dispetto di voci prive di fondamento - i
grandi gruppi multimediali non ci pensano nemmeno a privarsi
in tutto o in parte del medium radiofonico, quand'anche esso
non fosse redditizio.
E ovviamente ciò
non è, in quanto è il mezzo radiofonico è
quello che meno sta subendo gli effetti della crisi economica.
Diversamente facendo, infatti, essi pagherebbero un prezzo
salatissimo nel già devastato mercato borsistico, che
punirebbe pesantemente l'alienazione di uno dei assetti più
promettenti nell'immediato e nella prospettiva di una ripresa
economica non lontana.
E', anzi, probabile
che qualcuno, pur con comprensibili difficoltà, punterà
a rafforzare la propria consistenza radiofonica, allo scopo
di consolidare il proprio appeal nel mondo finanziario, lanciando
segnali positivi al mercato.
(newlinet.it)
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