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4 aprile 2009
Mi hanno mandato poche
ore fa, questa testimonianza, che condivido totalmente sia
per quanto riguarda le discipline e le possibili sorti della
radio pubblica e privata che, per quanto riguarda il nostro
paese e i suoi cittadini.
Per questo ritengo giusto dargli uno spazio sul sito di Ideeradio,
promettendo a me stesso e a tutti quelli che ci leggono, di
assecondare completamente quello che qui viene espresso.
Francesco Anzalone
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Qui noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:
e per questo viene chiamato democrazia.
Qui noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle
loro dispute private, ma noi non
ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà,
a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato,
ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al
merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita
quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non
infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo
piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere
proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare
qualsiasi pericolo.
Un cittadino non trascura i pubblici affari quando attende
alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa
dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e
ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e
di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che
ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare
quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento
di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo
innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado
di dare vita ad una politica, beh tutti qui siamo in grado
di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un
ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità
sia il frutto della libertà, ma la libertà sia
solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade
e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice
versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a
fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che
la nostra città è aperta al mondo e noi non
cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.
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