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26 novembre 2009
Negli
ultimi 15 anni le emittenti radiofoniche locali in Lombardia
si sono praticamente dimezzate passando da 230 nel 1995 a
115 nel 2008, in molti casi sono ancora troppo fragili alla
costante ricerca di un equilibrio fra costi e ricavi, ma continuano
a giocare un ruolo importante nel processo di costruzione
e mantenimento di identità specifiche.
Questo il quadro che emerge dallo studio realizzato dal Comitato
regionale per le comunicazioni (Corecom) sulla base di un'indagine
condotta a metà del 2008 su circa 85 emittenti lombarde
e su 12 nazionali e presentato al convegno Radio Locale Nuove
Tecnologie Impresa Territorio. Il processo di concentrazione
delle emittenti radio locali interessa tutto il paese, visto
che nel periodo 1995-2005 sono passate da 2.517 a 1.076 (-57%),
un numero ben lontano dal record di 4.000 emittenti locali
del 1984 che faceva dell'Italia il paese con più stazioni
radio al mondo.
In Lombardia, il calo è stato più contenuto:
dalle 230 emittenti del 1995 si è passati alle 124
del 2005 (-46%), poi diventate 115 nel 2008. Di queste 79
sono commerciali e 36 comunitarie. Per quanto riguarda la
penetrazione sul territorio, cioè lo share, le emittenti
locali in Lombardia hanno subito la concorrenza delle emittenti
nazionali, spesso erroneamente percepite come locali dagli
ascoltatori perchè trasmettano da Milano. Il risultato
è che fra il 1999 e il 2008 in Lombardia, lo share
delle emittenti nazionali è passato dal 53,8% al 71,2%,
mentre quello delle emittenti locali è diminuito dal
26% al 21,3%, inferiore alle media nazionale (24,6%).
Alla base delle difficoltà economiche delle emittenti
radiofoniche, che in Italia sono comunque relativamente piccole
con una capitalizzazione dei gruppi privati nazionali che
spazia dai 20 ai 70 milioni di euro, la scarsa raccolta pubblicitaria,
il 6,4% del totale 2008, dovuta alla mancanza di dati certi
su share e numero di ascoltatori. Particolarmente penalizzate
le radio locali, la cui raccolta sul totale degli investimenti
pubblicitari destinati alle radio, è passata dal 43,1%
del 1986 al 32,4% del 2008. In Lombardia un terzo circa degli
investimenti pubblicitari radiofonici locali è intercettata
da Milano, seguita da Brescia (18%), Bergamo (15%) e Mantova
(8%). Fra le voci che incidono maggiormente sui costi di gestione
delle emittenti locali, c'è quello relativo all'energia
elettrica impiegata per far funzionare gli impianti di diffusione
del segnale radio. Le bollette dell'energia, in una radio
con un 1 milioni di euro di fatturato, pesano per circa il
30% dei costi totali, rispetto al 2-3% di una Tv. Viceversa
il costo per realizzare i palinsesti delle radio locali è
pari al 30% circa delle spese totali, mentre nei bilanci delle
Tv pesa per il 60%. In media le emittenti locali trasmettono
circa 8 ore al giorno di programmazione "originale",
trasmessa in particolare nella fascia del mattino, seguita
dalle fasce preserale (17.30-20.30) e pomeridiana.
Forte l'attenzione per l'innovazione tecnologica, con il 70%
delle emittenti locali presente sul web. Da sviluppare invece
il rapporto tra radio locali e istituzioni, con un'offerta
media giornaliera di informazioni istituzionale sulle radio
locali in Lombardia ferma a sette minuti.
(ecodibergamo.it)
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