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26 giugno 2009
Ci sono solo pochi
giorni per visitare una curiosa installazione sonora allestita
per iniziativa di SCF, la società che gestisce la raccolta
dei diritti percepiti dalle case discografiche, al Parco Sempione
di Milano. Gli amici di SCF mi hanno invitato stamane alla
conferenza stampa (audio), dove Gianluigi Chiodaroli ha brevemente
presentato il GIardino Sonoro insieme all'assessore milanese
all'arredo urbano Maurizio Cadeo, Elena Bianchessi della Nuova
Accademia di Belle Arti e all'autore e regista, il sound designer
Lorenzo Brusci, questo curioso "Giardino Sonoro".
Il Giardino si può ascoltare fino al 29 giugno, nel
tratto di riva del laghetto del parco prospiciente alla famosa
piscina metafisica del giardino sul retro del palazzo della
Triennale. Chiodaroli ha detto che questa iniziativa è
uno dei tanti modi in cui la musica registrata può
servire per abbellire uno spazio pubblico. Il Giardino è
la terza iniziativa del ciclo Musica Ex Machina, dopo l'esposizione
Juke-Box! alla Triennale e il Music Bus del Salone del Mobile.
In questo caso lo spazio pubblico è anche un ambiente
naturale e la musica creata da Brusci diventa il sottofondo
che amplifica e asseconda un sound, quello delle foglie, dei
rami, dell'acqua, che in un parco metropolitano - dove spesso
ci si rifugia proprio per sfuggire al rumore del traffico
e della quotidianità - finisce per passare in secondo
piano.
E' curiosa l'esperienza del visitatore del giardino (qui un
minuto registrato in modo molto estemporaneo) e stimolanti
sono le parole con cui Lorenzo Brusci ha presentato il progetto,
curato da Architettura Sonora - Applied Acoustics divisione
di B&C Speakers, un costruttore di diffusori sonori..
Brusci ha parlato dello sforzo che facciamo ogni giorno per
escludere i suoni, forse non tutti così sgradevoli,
che ci investono quando ci immergiamo nelle città,
nel loro disordinato traffico. Ha parlato anche di tecniche
di noise masking in cui l'effetto negativo del rumore vengono
mitigate con apposite tecnologie di "mascheramento".
Nel fazzoletto di parco adibito a scultura acustica altoparlanti
di strane forme e materiali generano e plasmano una miscela
di suoni naturali e artefatti musicali che assumono una dimensione
sensoriale quasi tattile, molto coinvolgente. Con una dimensione
narrativa da radiodramma. L'assessore Cadeo, che ha confessato
di non aver mai sentito parlare di sound design, ha promesso
che l'amministrazione milanese cercherà di realizzare
nuove iniziative di questo tipo. Speriamo sia così.
(radiopassioni.it)
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