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8 ottobre 2009
La
storia della musica e di tutte le arti è ricca di parentesi
fortunate. Che si tratti di periodi di tempo più o
meno lunghi, luoghi geografici, scuole, botteghe, istituzioni
le parentesi si aprono, a volte in modo del tutto casuale,
o motivate da finalità tutt'affatto diverse, e si richiudono.
All'interno, come in uno scrigno, è un fiorire di gemme
e capolavori irripetibili. E spesso per chi si muove e lavora
dentro la parentesi, ciò che la storia classificherà
come capolavoro rappresenta la normalità.
Una di queste età dell'oro musicale ha avuto inizio
negli anni '50 nella sede della radio (e quasi subito radiotelevisione)
italiana di Corso Sempione, a Milano. A partire dal 1954 -
ma la data ufficiale di fondazione è il 1955 - e fino
al 1983, nello Studio di fonologia della Rai, fondato da compositori
del calibro di Luciano Berio e Bruno Maderna, si alternarono
tecnici, musicisti, sperimentatori di assoluta eccellenza
internazionale. In quella che era in essenza una struttura
produttiva, incaricata di supportare con colonne sonore ed
effetti speciali la programmazione della radio e della televisione,
furono esplorati terreni compositivi e linguaggi del tutto
nuovi, utilizzando una strumentazione elettronica allora d'avanguardia.
Da Luigi Nono a Henri Pusseur (scomparso quest'anno), i mitici
nove oscillatori dello Studio di fonologia furono utilizzati
dalla crema della musica contemporanea.
Un quarto di secolo dopo la chiusura dello Studio si compie
un'ulteriore, fondamentale tappa del lavoro di recupero e
valorizzazione del patrimonio artistico accumulato nel corso
di quel formidabile periodo.
Dopo che le attrezzature tecniche dello Studio sono già
state trasferite dai loro depositi polverosi ad una suggestiva
sala del museo degli strumenti musicali del Castello Sforzesco
di Milano, ora per l'editore Ricordi esce il catalogo ragionato
dell'archivio di registrazioni prodotte da quella particolarissima
officina dei suoni che fu il laboratorio voluto da Berio e
Maderna ancora freschi delle loro esperienze americane e animato
da due figure tecniche come Marino Zuccheri, bravissimo tecnico
del suono, e il fisico Alfredo Lietti, che progettò
la strumentazione. Instancabile curatrice di questa preziosa
opera di catalogazione è Maria Maddalena Novati, consulente
musicale della RAI a Milano.
Dopo l'incontro di presentazione del volume Lo Studio di fonologia,
Un diario musicale 1954-1983, avvenuta poche settimane fa
proprio negli ambienti del museo sforzesco degli strumenti
musicali, ho chiesto alla curatrice di poterla incontrare
in corso Sempione, dove è ancora custodito l'archivio
di circa 400 nastri prodotti dallo Studio.
L'autrice di questo diario della genesi della musica elettronica
in Italia si è soffermata sulle origini del laboratorio
e sui compositori e tecnici che lo hanno reso così
speciale.
Ha anche spiegato quali sono gli obiettivi del lavoro di conservazione
che è stato intrapreso, un intervento che oltre al
catalogo prevede anche una nuova digitalizzazione del sonoro
registrato.
Entrambe le operazioni erano state svolte in passato, anche
se non in modo altrettanto esaustivo. Le acquisizioni in digitale
per esempio sono state rivisitate con frequenze di campionamento
più estese e a risoluzione numerica più fine.
Il catalogo invece ha visto l'aggiunta di nuove segnature
che riclassificano i nastri per tipologia e integrano il patrimonio
di materiale custodito originariamente in RAI con quello costituito
da registrazioni prodotte nello Studio ma successivamente
finiti in altri archivi degli editori o degli stessi artisti.
L'obiettivo è cercare di rendere maggiormente fruibile,
presso il museo del Castello Sforzesco e forse attraverso
il Web, un bene tecnico-artistico che ha ben pochi confronti
al mondo.
Un ideale passo ulteriore dovrebbe essere il restauro degli
oscillatori e delle altre macchine, un intervento che consenta
a tutti di riascoltarne la "voce". Considerando
la difficoltà di rimettere in funzione o recuperare
la circuiteria originale, una soluzione alternativa consiste
nell'emulazione dei circuiti con algoritmi software.
(radiopassioni.it)
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