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10 novembre 2009
"L'esperienza
di Deejay chiama Italia ci ha insegnato che si può
fare una tv diversa usando più la fantasia che i mezzi,
credo sia il programma meno costoso della storia. Avere una
rete televisiva è grande occasione, e vale la pena
di provarci. Mi servirà tutta la mia esperienza da
maratoneta...". Linus è il direttore artistico
di Deejay Tv, nuovo canale nazionale, in chiaro, del Gruppo
Espresso che nasce al posto di All Music.
Porta sullo schermo l'esperienza, i volti, la filosofia di
Deejay, marchio popolarissimo amato dal pubblico giovane.
Una rete "coraggiosa, libera e autoironica" come
spiega il direttore artistico, che si avvale, per la parte
produttiva, della collaborazione di Giorgio Gori che con Magnolia
ha realizzato i più grandi successi delle ultime stagioni
tv."Deejay è un marchio storico" spiega Gori,
"la sfida col Gruppo Espresso è molto interessante,
non esiste in Italia un brand che possa accompagnare un utente
ovunque si trovi: Deejay può provare a farlo.
Segue lo spettatore in poltrona, in auto quando ascolta la
radio, sullo schermo del computer, con l'iPod e l'iPhone.
La cifra del progetto è multimediale, punta sulla partecipazione
attiva e sollecita a partecipare.
Quella con Italia 1 è un'esperienza non confrontabile,
ma le reti generaliste vivono un momento di minor dinamismo
per una fase poco brillante della pubblicità, e la
gente esprime un bisogno di novità a cui Deejay tv
può rispondere. Radio DeeJay - che ha sempre scommesso
sulle facce, da Volo a Platinette alla Littizzetto, basti
pensare alle campagne pubblicitarie con i volti dei protagonisti
- va oltre la musica, punta sulla parola.
Anche la tv sarà ironica e autoironica: se il mercato
riconoscerà l'unicità del progetto la scommessa
sarà vinta".
Lo dico subito, a scanso di equivoci" aggiunge Linus
"per quanto analogica, digitale, satellitare, quindi
visibile dovunque e comunque, Deejay Tv è solo una
piccola televisione. Di necessità cercheremo di fare
virtù: pochi soldi e tanta libertà. Per ora
avremo un pomeriggio musicale e qualche altro appuntamento,
poi con l'anno nuovo partirà il vero palinsesto. Io
sarò in video con Deejay chiama Italia, ma anche qui,
niente "radiovisione"; la radio è una cosa,
la tv un'altra. Non aspettatevi un'altra Italia 1: non abbiamo
una stilografica ma tante matite colorate".
Per Linus "Deejay unisce due generazioni, e anche la
televisione unirà due mondi. Servirà tempo ma
ho tante idee da realizzare: un programma di interviste, un
altro sullo sport, ma non sul calcio.
Vorrei fare gruppo con quelli che mi assomigliano: largo alla
bicicletta, alle avventure in montagna e nel deserto, sport
con una dimensione poetica.
Penso ai cinquantenni, i "nuovi giovani", definizione
che mi piace molto".Allegra, colorata, Deejay Tv è
una città dove macchine camion e motorini hanno casse
acustiche al posto delle ruote, gli abitanti sono ovetti con
occhi e cuffie, creature della "pod generation"
che si alimentano a musica. "Non voglio pensare a quanto
ascolti possano fare questo o quest'altro programma, preferisco
pensare che sia una televisione per una grande nicchia che
una piccola piazza", dice Linus "il termine community
è abusato però alla fine rende l'idea: un agglomerato
di persone che hanno qualcosa in comune.
Sono felice di avere Gori al mio fianco perché mi fa
sentire sicuro dal punto di vista gestionale, non ho mai frequentato
la tv a tempo pieno. Sto facendo una sorta di lavaggio del
cervello al contrario agli uomini che parlano il televisionese:
vediamo chi rovina chi".
(Repubblica.it)
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