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28 marzo 2009
La rassegna stampa
di oggi da Francia e Germania dimostra che, disgraziatamente,
tutto il mondo sta diventando paese quando si tratta di (non)
dare spazio a un po' di commenti dissacranti contro il potere
politico. E' una ben magra consolazione sapere che non siamo
i soli, in Italia, ad avere uomini e donne altolocati così
suscettibili davanti a ogni minimo accenno di satira. Anche
nelle mature democrazie tedesca e francese gli sberleffi mediatici
sono assai poco tollerati da chi occupa - anche con pieno
merito, non dico di no, e spesso dietro preciso mandato di
una maggioranza di elettori - posizioni di indubbio privilegio,
che forse dovrebbero indurre da un minimo di allegra sportività
nei confronti delle critiche e degli scherzi.
E invece no, le storie di due famosi comici radiofonici, Stéphane
Guillon per il canale pubblico France Inter e Jochen Krause,
animatore della rubrica di scherzi telefonici CrazyPhone per
il network regionale privato FFN , sono incorsi nel reato
- che dovrebbe essere demodé ed è invece più
in attuale che mai - di lesa maestà. Krause ha addirittura
rischiato un processo per diffamazione, per fortuna respinto
dal tribunale di Hannover, per aver fatto un brutto scherzo
telefonico ad Andrea Ypsilanti, ex capo dell'SPD in Sassonia
(le dimissioni sono arrivate a gennaio, dopo una brutta débacle
elettorale a una seconda tornata di votazioni regionali in
cui la SPD, che un anno prima aveva vinto senza riuscire a
conquistare una maggioranza nel parlamento locale, era stata
nettamente sconfitta dalla CDU). Krause aveva chiamato la
Ypsilanti facendosi passare per Franz Müntefering, capo
della SPD in persona, e l'ignara politica si era lasciata
andare a commenti non proprio diplomatici nei confronti dei
suoi compagni di partito, che si erano opposti, lo scorso
autunno, a un tentativo da parte della Ypsilanti stessa di
formare una coalizione con lo schieramento della Sinistra.
Diffuso alla radio e rapidamente sbarcato su YouTube, lo scherzo
telefonico aveva mandato su tutte le furie la dirigenza locale
socialdemocratica, che ha cercato di trascinare Krause davanti
a un giudice.
Se il comico tedesco se l'è cavata grazie alla ragionevolezza
della magistratura, Guillon si sta creando nemici forse più
temibili. Titolare di una popolare rubrica umoristica nella
mattinata di France Inter, Guillon aveva preso in giro il
potente DSK (Dominique Strauss-Kahn) capo del Fondo Monetario
Internazionale per la sua notoria passione per le donne. Intervistato
dalla stessa France Inter pochi minuti dopo, SDK si era apertamente
lamentato per questo trattamento, accusando l'umorismo di
Guillon di "malvagità". Una settimana dopo,
sull'aereo presidenziale di ritorno dalla riunione del G20,
Sarkozy in persona aveva detto ai giornalisti del seguito
che uscite come quelle di Guillon sono "inammissibili"
in una emittente pubblica (vi ricorda qualcuno?). Guillon
ha replicato prontamente, dicendo lusingato da tanto interesse
e aggiungendo che quando il presidente è all'estero
"i francesi sono allegri e ballano". Guillon si
è offerto anche di inviare a Sarkozy una copia dei
suoi testi, perché è difficile immaginarsi il
presidente "che passa la serata in boxer davanti a Internet
per tenersi aggiornato su quello che dico". Sulla questione
ha dovuto intervenire il direttore (a fine mandato) di Radio
France, Jean-Paul Cluzel, che ha criticato Guillon affermando
«l'impertinenza deve avere pertinenza, se no non fa
ridere». Non si sa bene però chi debba decidere
sulla necessaria pertinenza.
Guillon dal canto suo non ha fatto una piega e l'altro giorno
ha fatto precedere l'intervista di France Inter a Ségolène
Royal, ex candidata presidenziale, da una buffa dichiarazione
d'amore (non senza aver appiccicato le foto di Ségolène
sulla parete dello studio dove viene ripreso il Webcast del
suo programma), ironizzando sul fatto che "il cuore di
Radio France batte per i socialisti e qui è tutto un
covo di segolenisti". Sicuramente non finirà qui.
(radiopassioni.it)
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