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13 luglio 2009
Nella sua Relazione
annuale, Agcom dedica attenzione al mezzo radiofonico, rilevando
da subito come “Nel 2008, dopo anni di crescita continua,
si contrae, sia pure in misura minima, l’ascolto complessivo
della radio nel giorno medio, stimato in 38,3 milioni di ascoltatori.
Il tasso di penetrazione del mezzo radiofonico è comunque
molto elevato, pari al 73,26% della popolazione italiana con
età superiore agli undici anni. La frequenza generica
degli ascolti nei sette giorni si consolida, rispetto al 2007,
raggiungendo i 46,28 milioni di ascoltatori”.
Quanto alle controverse indagini sull’ascolto, “Audiradio
ha fornito i primi dati del 2009, relativi al bimestre gennaio-febbraio.
La diffusione dei dati d’ascolto è stata posticipata
di due mesi a causa dell’introduzione di alcune novità
metodologiche relative all’innalzamento della soglia
di pubblicazione dei dati da 24 a 30 casi nel giorno medio
ed all’avvio di un’indagine integrativa, in via
sperimentale, svolta tramite panel-diari, basata su 3000 casi
rilevati nel primo semestre, cui se ne aggiungeranno altrettanti
nel secondo periodo”, spiega l’organo di garanzia.
“ La società Audiradio, per evitare una possibile
disomogeneità dei dati provenienti dai diari rispetto
a quelli telefonici, ha adottato un sistema unico di elaborazione
e pubblicazione, attraverso il nastro unico di pianificazione
in cui il dato dei 7 giorni, prodotto da fonti diverse, è
reso comparabile tramite un processo di "iniezione"
che tiene conto dei “comportamenti di ascolto”
e dei parametri socio demografici dei soggetti intervistati.
In particolare l’estensione del risultato sui 7, 14,
21 e 28 giorni tramite il supporto di panel diari, per le
quattordici emittenti nazionali che hanno aderito al nuovo
sistema, è stata accolta favorevolmente dalle agenzie
in quanto tale estensione permetterà un potenziale
ampliamento della pianificazione delle campagne pubblicitarie
sul mezzo radio.
Le emittenti che hanno optato per la rilevazione tramite panel
diari, sono le tre Radio Rai, R 101 del gruppo Mondadori,
RDS, RTL 102.5, le tre emittenti del gruppo Finelco, 105,
RMC, e radio Virgin, le tre reti del gruppo editoriale l’Espresso,
Deejay, Capital ed m2o, Radio 24 e Radio Margherita. Non hanno
aderito tra i network – al momento – Radio Italia
Solo Musica Italiana e Radio Kiss Kiss, entrambe legate a
Radio e Reti.
Sebbene la stessa Audiradio abbia specificato la non confrontabilità
del dato con quello degli anni precedenti, dall’analisi
del bimestre risulta che gli ascoltatori complessivi della
radio sono pressoché invariati (38.453.000 nel giorno
medio, e 47.887.000 nei 7gg su una base popolazione di 53.483.000),
mentre si assiste ad un lieve calo, complessivo, di tutti
i soggetti maggiori. Analizzando ciò che emerge dall’indagine
panel-diari, il dato più interessante è rappresentato
dalla curva degli ascolti delle principali emittenti nel medio-lungo
periodo”.
Nel merito, “Se Radio Uno resta leader nell’intero
mese con oltre 18.000.000 di contatti nei 28 giorni, la sua
quota percentuale decresce progressivamente rispetto al valore
complessivo degli ascolti delle emittenti iscritte all’indagine,
nei diversi periodi considerati. Diversamente per Radio Due
e Radio Tre la quota percentuale di ascoltatori misurata nei
7,14,21 e 28 giorni risulta essere costante. Il diverso andamento
degli ascolti nei periodi 7,14,21 e 28 giorni è evidente
anche per le emittenti private”. Il mercato radiofonico,
continua Agcom, ha registrato una performance su base annua
sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente,
sia in termini di ascolti che di raccolta pubblicitaria.
L’osservatorio FCP-Assoradio ha raccolto i dati relativi
all’andamento del fatturato: l’andamento progressivo
del periodo gennaio-dicembre 2008 rispetto all’uguale
periodo del 2007 ha segnato un incremento del + 1%, con un
volume di poco superiore ai 400 milioni di euro (al netto
anche dello sconto d’agenzia) con la tendenza al progressivo
peggioramento dei ricavi pubblicitari in corso d’anno,
aggravatasi nell’ultimo trimestre del 2008.
L’andamento progressivo del periodo gennaio-marzo 2009
rispetto al corrispondente periodo del 2008 ha segnato una
contrazione del 20%, con un volume totale inferiore agli 80
milioni. Tali risultati, come per altri settori, vanno inquadrati,
secondo Agcom, “nel difficile contesto generale di mercato.
Il cambiamento del ciclo economico ha infatti indotto molti
investitori a ridurre i budget di spesa ed a rinviare i lanci
di nuovi prodotti”.
Sotto il profilo delle strategie di business, nell’anno
2008 da parte dei più importanti gruppi editoriali
si assiste alla forte accelerazione impressa allo sviluppo
delle attività multimediali, realizzate in modo sinergico
e complementare al mezzo radiofonico. Ciò ha consentito
ai grandi gruppi di rafforzare il ruolo delle più importanti
emittenti su tutte le nuove piattaforme distributive, raggiungendo
ottimi risultati in aree quali lo streaming web ed il podcast".
"I social network delle principali emittenti radiofoniche
- rileva il controllore delle tlc - coinvolgono ormai molte
migliaia di utenti mensili e ciò consente lo scambio
e la diffusione di contenuti tra i membri della community
Internet".
Sul fronte delle nuove tecnologie, Agcom pone l'accento su
quella che ormai è certo essere la radiofonia digitale
veramente condivisa (in altra parte della relazione alla tecnologia
DAB+/DMB vengono dedicate poche righe), sottolinenando come
"L’attività sul mobile è sempre in
costante evoluzione e si è sviluppata, da un lato,
con l’arricchimento dell’offerta di programmi
fruibili sui cellulari tradizionali attraverso il podcasting
e, dall’altro lato, con il lancio di nuove applicazioni
per i terminali che consentono agli utenti di interagire con
i programmi in onda e di consultare contenuti digitali ad
essi collegati. Sotto questo profilo, la radio si dimostra
il mezzo che più di altri è in grado di superare
la unidirezionalità del rapporto con l’utente,
integrandosi in altri dispositivi e sempre più in grado
di sfruttare le potenzialità offerte dallo sviluppo
multimediale e multipiattaforma.
Ciò determina la possibilità, per gli editori,
di destinare in maniera sempre più incisiva l’offerta
verso specifici target di ascolto. La fornitura integrata
di contenuti, realizzata attraverso la digitalizzazione degli
stessi, costituisce una grande opportunità che può
consentire al settore radiofonico di superare, con maggiore
agilità, l’attuale crisi economica che, come
abbiamo visto, ha coinvolto inevitabilmente, in misura maggiore,
i mezzi di comunicazione tradizionali".
(newslinet.it)
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