Chiamate Roma 3131 compie 40 anni. Cambiò la radio


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3 febbraio 2009

Compie quarant'anni la trasmissione che ha segnato una nuova era radiofonica: quella in cui l'ascoltatore può interagire in diretta con lo studio, grazie al telefono. Era il 7 gennaio 1969 quando prese il via su Radiouno l'avventura di 'Chiamate Roma 3131', con una telefonata al distretto telefonico di Roma.

Nello studio romano di Via Asiago alla conduzione della prima edizione c'erano Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta e Federica Taddei, con curatrice e coordinatrice Rita Manfredi. Immediato il successo che portò il programma ad essere uno dei più seguiti dei canali radiofonici della Rai con punte di ascolto che arrivarono, fin dai primi mesi, a 10 milioni di ascoltatori.

La trasmissione non era a tema, si svolgeva in base alle telefonate con gli sfoghi, le gioie e i dolori degli ascoltatori. Inevitabili nel corso del tempo le trasformazioni di questo speciale "telefono amico", che divenne un osservatorio dei cambiamenti della società.
Accanto a Moccagatta si alternarono nel tempo Anna Benassi, Francesco Garlato, lo psicologo Fausto Antonini, il commediografo Diego Fabbri e l'umorista Enrico Vaime. Tutto questo fino al 1972, l'anno in cui avvenne il vero primo cambiamento, con il passaggio dall'edizione mattutina a quella pomeridiana che portò alla conduzione Paolo Cavallina e Luca Liguori e in cui si sviluppò maggiormente il dibattito collettivo su temi sociali, fino alla sospensione del programma nel 1975. L'anno dopo, nacque 'Sala F' guidato da Lidia Motta, con una grande prevalenza di donne: alla regia Donatella Raffai, in redazione fra le altre Lauretta Colonnelli e Barbara Palombelli, alla conduzione Angela Buttiglione e Anna Vinci.

Altra rivoluzione nel 1979: con Corrado Guerzoni, direttore del secondo canale radiofonico, nasce Radiodue 3131 e la trasmissione si apre a collegamenti esterni, viene affiancata l'edizione della notte condotta da Ivano Balduini e poi creato lo Studio Mobile (un pulmino in giro per l'Italia) affidato all'estro di Gianluca Nicoletti. La fine arriva il 30 giugno del 1995 con l'edizione condotta da Marco Guzzi e Maurizio Ciampa.

Chiamate Roma 3131 era comunque diventato, in 25 anni, "una specie di archivio storico del Paese" come disse Rita Manfredi. E raccogliendo quell'eredità da tempo la direzione di Rai Teche, diretta da Barbara Scaramucci, sta portando avanti un progetto di sistemazione e digitalizzazione di tutto il materiale esistente in Rai e delle copie in possesso dei privati fin dalle prime trasmissioni del programma. Il progetto è curato anche da Raffaele Vincenti che per 11 anni ha fatto parte dell'equipe fissa di Radiodue 3131. Alcuni documenti si possono trovare sul sito www.teche.rai.it.

La più nota e longeva trasmissione radiofonica della Rai ha ispirato, dopo la chiusura, anche diversi programmi che sono, in un certo senso, una sua diretta emanazione: 'Radio Zorro' con Oliviero Beha, 'Fatti e sentimenti' di Roberta Tatafiore, '3131 Chat' con Carola Silvestrelli e '3131 Costume e Societa'' con Pierluigi Diaco.

(ANSA)

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C’è qualcosa da aggiungere al puntuale resoconto che l’ANSA ha fatto di questa celebrazione: questi quarant’anni, vengono punteggiati con la pubblicazione di un libro, scritto e compilato con attenzione da Raffaele Vincenti che si è occupato anche della ricerca e della catalogazione del materiale raccolto, nel CD ROM allegato. Il volume, edito dalla ERI, è stato presentato il 2 febbraio presso la Sala degli Arazzi, di Viale Mazzini 14 (la sede della RAI), e il suo titolo è “La prima volta del telefono- la storia del 3131 dal 1969 al 1995”.

Sono andato a questa presentazione con una certa emozione, faccio parte anch’io del gruppo di quelli che quest’avventura hanno contribuito a farla esistere.
Anche se la mia partecipazione al programma è stata breve, ne sono stato preso e colpito.
L’idea che qualunque utente potesse partecipare attivamente ad un programma di servizio era di per se dirompente, viverlo in prima persona, un esperienza unica.
La presentazione del libro è stata, per me, di grande coinvolgimento, si sono incontrate, dopo anni, decine di persone che avevano condiviso un momento e lo avevano fatto proprio.
Qualcuno ha detto che sembrava un incontro di reduci. Non sono d’accordo.
Questa giornata è stata importante perché ha messo insieme persone che nella radio credevano e che ci credono ancora nonostante tutto.
Una radio che può essere insieme intrattenimento, cultura e fenomeno sociale.

Francesco Anzalone



IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21