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3 gennaio 2009
Hassan Mayow Hassan,
corrispondente di Radio Shabelle
"Nei paesi in guerra, come la Somalia, i cronisti che
fanno il loro lavoro sono le persone più esposte":
Ernest Sagaga, responsabile della Federazione internazionale
dei giornalisti per i Diritti umani e la comunicazione, conferma
all'agenzia Misna che Hassan Mayow Hassan è stato il
primo reporter assassinato nel 2009.
Corrispondente dell'emittente Radio Shabelle, 36 anni, Hassan
è stato ucciso attorno alle 10.30 di ieri mattina nel
distretto centrale di Afgoi. La dinamica dell'accaduto non
è del tutto chiara: nella zona erano in corso scontri
a fuoco tra gruppi armati e l'Unione nazionale dei giornalisti
somali sostiene che Hassan è stato giustiziato con
due colpi di pistola alla testa.
"In Somalia - dice Sagaga - ai giornalisti è troppo
spesso impedito di fare il proprio lavoro: l'Onu e l'Unione
Africana devono raddoppiare gli sforzi per garantire protezione
ai reporter che lavorano in zone di guerra, come riconosciuto
dalla Convenzione di Ginevra sui diritti dell'uomo e dalla
risoluzione numero 1738 adottata il 23 dicembre 2006 dal Consiglio
di sicurezza".
Ostaggio di un conflitto civile che prosegue ormai dalla caduta
del presidente Siad Barre, nel 1991, la Somalia ha visto i
rischi per i giornalisti aumentare in maniera progressiva.
Secondo Radio Shabelle, i cronisti uccisi negli ultimi due
anni sono almeno dieci. Lunedì scorso l'Unione nazionale
dei giornalisti somali ha organizzato a Mogadiscio un corteo
per presentare il suo ultimo rapporto. "L'ondata di violenza
contro i cronisti e le violazioni di ogni tipo al diritto
all'informazione - si sottolinea nel documento - sono state
brutali anche quest'anno, in tutte le regioni del paese: nelle
città principali, e soprattutto a Mogadiscio, Chisimaio,
Baidoa, Bosaso, Galkayo e Hargeisa, ci sono stati assassinii,
arresti, aggressioni, sequestri, minacce di morte e intimidazioni
sistematiche.
(Apcom)
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