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27 febbraio 2009
Al lupo, al lupo! Radio Radicale lancia
l'allarme: rischiamo di chiudere.
In discussione (ancora una volta) vi è il rinnovo della
convenzione tra lo Stato e l'emittente di Pannella, del valore
di 10 milioni annui, per la trasmissione dei lavori parlamentari.
Un'attività da molti anni duplicata da RAI GR Parlamento,
la rete pubblica destinata malamente al medesimo servizio,
che asserisce di riuscire a svolgere con solo 1 milione e
200mila euro anni (con 20 redattori assunti con contratto
giornalistico).
In realtà non è proprio così: innanzitutto
perché la diffusione di GR Parlamento è un colabrodo;
in secondo luogo perché, dove c'é, la qualità
è spesso infima e in presenza di guasti non è
raro che i trasmettitori rimangano spenti per giornate intere
(a dimostrare l'interesse di RAI per la stazione).
Piuttosto, c'è da chiedersi come mai, al tempo, il
legislatore impose la costruzione da zero di una rete assolutamente
inutile (perché il compito già lo svolgeva egregiamente
Radio Radicale) con milioni di euro degli italiani spesi per
acquistare dai privati frequenze spesso disastrate senza una
strategia di pianificazione.
A ciò, poi, è da aggiungere il fatto, assolutamente
incomprensibile, che GR Parlamento ce l'abbiamo sul groppone
da oltre dieci anni e per oltre dieci anni abbiamo continuato
a sovvenzionare Radio Radicale. Comunque sia, sopravvivenza
di Radio Radicale a parte, non si capisce perché, allo
stato dell'evoluzione tecnica, la possibilità di seguire
i "lavori parlamentari" non possa essere considerata
soddisfatta attraverso la già presente diffusione video
satellitare (che pure ha un costo a carico degli italiani),
che ben potrebbe essere integrata da un servizio di videostreaming
su Internet, tenuto conto che gli utenti, nella stragrande
maggioranza dei casi, sono soggetti in grado di accedere senza
problemi alle nuove tecnologie.
E allora, se si vuol chiudere Radio Radicale, si rottami anche
l'inutile GR Parlamento.
Risparmieremo ulteriori 1,2 mln di euro/annui e i pessimi
acquisti impiantistici effettuati (coi nostri soldi) potranno
almeno servire ad implementare le reti principali della concessionaria
pubblica, alleviando così i piagnistesi interferenziali
della stessa avanti al MSE-Comunicazioni.
(Newlinet.it)
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