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22 novembre 2009
La famiglia di lei sta dalla
parte del marito anche se lui la tradisce. Lei parla e lui
non l'ascolta. Lui esce di casa senza mai dire dove va. La
famiglia di lui acconsente che il marito alzi le mani. Vale
la presunzione di colpevolezza della donna se un matrimonio
è in crisi. Per tutte quelle donne egiziane che si
vogliono sfogare, che proprio non ce la fanno più dei
loro mariti e delle pressioni della società ma non
sanno a che santo, a che imam e a quale familiare rivolgersi,
ora possono gridare "basta,voglio divorziare" su
Radio Motalakat, radio divorzio, la prima emittente radiofonica
nel mondo arabo dedicata a tutte quelle donne in balia tra
le attese tradite e le difficoltà della vita di coppia.
Radio Divorzio (http://motalakatradio.blogspot.com/)
non è sono una valvola di sfogo dove lanciare invettive
contro i mariti, le suocere e stramaledire il giorno in cui
hanno accettato di sposare il Mr. Right senza sapere nulla
del suo background, della sua personalità e senza neppure
aver condiviso un minimo di intimità.
Lanciata lo scorso giugno da Mahasen Saber, una donna egiziana
divorziata e madre di un figlio, Radio Divorzio è una
piattaforma radiofonica il cui palinsesto è pensato
sia per gli sfoghi femminili ma anche per affrontare preparate
il labirinto burocratico-maschilista delle corti egiziane
e aiutare le donne nel sostenere lo stigma post divorzio.
La radio svolge anche un lavoro di lobbying per alimentare
il dibattito nei media su temi come la custodia dei figli
e la garanzie economiche che devono spettare alle future ex
mogli. La Saber stessa fa la sponda tra radio e talk show
televisivi egiziani a difendere le istanze delle donne divorziate
e a controbattere le interpretazioni religiose-culturali dei
politici e delle figure religiose conservatrici.
La Saber ha fondato l'emittente radiofonica
dopo aver vissuto sulla sua pelle, secondo quello riportato
nelle sue interviste, l'arcano e lentissimo sistema giudiziario
e l'ostracismo sociale da parte degli uomini delle corti egiziane.
I webcast e i talk show sono in arabo classico colloquiale
e facili da capire. Lo slogan della radio è : "vedere
la vita in modo diverso". Ma anche in modo realista.
Mentre l'establishment politico e religioso egiziano ammettono
che c'è una diminuzione del tasso di matrimoni, sono
invece reticenti nell'ammettere pubblicamente l'ascesa dei
divorzi e condannano come traditori della cultura religiosa
coloro che pubblicamente o nei media asseriscono che il matrimonio
non è il lasciapassare all'indipendenza delle donne,
non garantisce automaticamente il rispetto della società
e non è la chiave che apre la porta della normalizzazione
della vita sessuale.
La vita per una coppia in Egitto e
nel resto del mondo arabo è già piuttosto in
salita fin dalla partenza. In base a una ricerca della Middle
East Youth Initiative presso il Think Tank The Brookings Institute,
il costo della cerimonia matrimoniale in Egitto corrisponde
a circa 43 mesi di stipendi dello sposo e del padre dello
sposo. Non bastasse; nella terra dei faraoni, l'inflazione
è al 23% e venti milioni di lavoratori egiziani sono
disoccupati.
Ma se il fattore economico è
la causa principale della diminuzione dei matrimoni, l'interferenza
delle famiglie, la frustrazione sessuale, la scarsa comunicazione
tra marito e moglie, la poca chiarezza sulla spartizione delle
responsabilità coniugali, l'invasione della privacy
da parte delle famiglie, dei colleghi e dei vicini di casa,
sono le cause maggiori che hanno determinato i 85 mila casi
di divorzio nel 2008 nella terra dei faraoni, il 9,4% in più
rispetto all'anno precedente. Secondo Campas, la Central Agency
for Public Mobilisation and Statistics, un terzo dei matrimoni
egiziani termina entro il primo anno di vita coniugale.
Ma non è un problema esclusivo
dei musulmani in medio oriente. La sindrome dei divorzi colpisce
anche i musulmani in nord America. Il tasso di American Muslim
che decidono di separarsi è del 37%. " l divorzio
è in ascesa nelle comunità musulmane in Nord
America e non siamo preparati a gestire questa situazione
" ha detto l'Imam Mohamed Magid vice presidente dell'Islamic
Society of North America. Oltre all'interferenza delle suocere,
soprattutto quelle signore vecchio stampo arabe che esportano
in nord America le prerogative culturali che riguardano il
matrimonio e le prassi interpersonali tipiche dei paesi d'origine,
le cause dei divorzi hanno per la maggioranza dei casi a che
fare con relazioni extraconiugali, la vocazione al cyber sex,
la sindrome del dottor Jekyll e mister Hide (ovvero la metamorfosi
conservativa di lui e libertina-ribelle di lei dopo il matrimonio),
le aspettative professionali della moglie, la scarsa conoscenza
reciproca soprattutto sulle condizioni di salute e sulle passate
relazioni del proprio partner. Matrimonio a mosca cieca.
Martino Pillitteri
(Ilsole24ore.com)
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