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22 aprile 2009
Non mi capita quasi mai di essere in
profondo disaccordo con RadioPassioni e il suo “appassionato”
creatore, ma ho avuto un sussulto quando, pochi giorni fa
ho letto il suo entusiasmo nei confronti dell’evento
legato a Cervia. Una presenza di radio 3 nella bella cittadina
Romagnola, dove in tre giorni si sarebbe potuto “assistere”
alla realizzazione dell’intero palinsesto della rete.
Non ho ovviamente nulla contro le novità e anzi credo,
che qualunque mezzo capace di promuovere la radio debba essere
percorso con coraggio e spregiudicatezza. Ma francamente non
riesco a capire il senso dell’operazione.
Perché spostare tutti i programmi di una rete, a metà
aprile, in una cittadina che vive essenzialmente in estate,
e che in questa stagione sopravvive nell’attesa?
Che tipo di pubblico si vuole conquistare?
Quali novità si propongono attraverso questa esperienza?
Le risposte non sono facili, o molto più semplicemente
non ci sono.
Si è scelto di fare un’operazione commerciale
a vantaggio di una cittadina che ha messo a disposizione i
suoi spazi, e per fare questo si è speso una montagna
di danaro senza che il pubblico radiofonico percepisse alcuna
differenza.
In più possiamo aggiungere, le cene con gli amministratori
locali dei dirigenti RAI e la presenza di qualche Consigliere
d’Amministrazione di nuova nomina per le strade di Cevia.
Insomma più fatti privati che pubblici, visti i cambiamenti
ai vertici della radio che ci aspettiamo tra qualche giorno.
Più che una novità editoriale tutto questo somiglia
più ad una pastetta funzionale utile soltanto a garantire
qualche nomina o qualche riconferma.
L’unica cosa che è possibile dire e che Radio3,
in questi anni, ha perso il suo smalto e la sua vocazione
culturale, diventando una retina generalista e un po’
qualsiasi, molto diversa dalle reti culturali estere.
Peccato!
Adesso speriamo che dalle nuove nomine vengano cambiamenti,
radicali e profondi.
Nel frattempo stiamo a casa che è meglio, e a Cervia
magari ci andiamo d’estate.
Francesco Anzalone
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