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15 gennaio 2009
La crisi finanziaria ha portato seco
alcuni inattesi effetti secondari positivi.
Il primo è un aumento della creatività in ambito
radiofonico: passata l’ubriacatura dei facili guadagni
conseguiti attraverso la mera speculazione sulle compravendite
impiantistiche (quel tipo di mercato è pressoché
completamente fermo), che aveva reso poco propensi gli editori
ad approfondire ipotesi di guadagno più complesse,
si scorge un ritorno alla creatività settoriale tipica
degli anni '80 (fino alla metà dei '90).
Interessante, a tal riguardo, è l’affermazione
della inusuale dicotomia “fornitore di contenuti/operatore
di rete” in ambiente analogico.
Si cominciano a proporre, infatti, sul mercato radiofonico
produttori di contenuti radiofonici integrali (nel senso di
completi) interessati a veicolarli su strutture editoriali
esistenti, sia attraverso la formula del franchising che dell’affitto
aziendale, entrambe codificate dal nostro ordinamento giuridico
e quindi pienamente lecite.
E’ chiaro che, sotto il profilo giuridico, la separazione
tra content e network provider in ambiente analogico è
meno netta e più sfumata rispetto a quella tipizzata
del digitale e necessita di particolari preventive impalcature
negoziali, ma il risultato è lo stesso: conciliare
due ruoli che la tecnica ed il mercato vogliono (più
del legislatore) separati.
D'altro canto, un approccio di questo tipo al mercato consente
anche a grandi gruppi di testare la bontà della propria
idea editoriale senza impegnarsi in investimenti multimilionari
al buio e ad imprenditori radiofonici interessati a mettere
a reddito l'infrastruttura di sviluppare soluzioni di business
alternative senza dover abdicare all'attività editoriale
in senso stretto con la mera alienazione dell'azienda.
Il secondo effetto insospettato è che la crisi porterà
nel primo semestre di questo anno il 60% delle società
italiane commerciali ad investire di più (rispetto
al 2008) in pubblicità su Internet, tv e soprattutto
radio.
Insomma, pare che, ancora una volta, non tutti i mali vengano
per nuocere.
(newslinet.it)
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