Vudstok in Sabina di Pietro Paluello



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Ascolta Kutso

 

Ascolta En plain air

 


05 agosto 2008

Era il 1969 e nella località di Woodstock, nello Stato di New York, in pieno agosto, si svolse il primo grande evento collettivo di musica rock. Gli anni settanta stavano per arrivare e l’uomo, da meno di un mese, aveva conquistato la luna, gli americani erano fortemente impegnati nella guerra in Viet-Nam, Breznev a Mosca aveva appena mandato i propri carri armati per le strade di Praga e la Cina di Mao era ben lungi dal convertirsi al libero mercato e certo ancora più lontana dal solo poter ipoteticamente immaginare di poter organizzare le Olimpiadi.
A Woodstock si riunirono per tre giorni qualcosa come circa 800.000 persone per ascoltare quasi ininterrottamente un sfilza di band e grandi nomi del rock americano che sono un mito ancora oggi. C’erano: Joan Baez, Blood Sweat &Tears, Joe Cocker, Crosby, Stills, Nash & Young, Grateful Dead, Arlo Guthrie, Richie Havens, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Santana, The Who e tanti, tanti altri.
Il film che usci l’anno seguente e che testimoniò con le immagini girate in gran parte proprio durante l’evento, aveva nel sottotitolo “3 giorni di pace, amore e musica”.
Il mondo, da allora, è assolutamente cambiato!
Fu però quello, sicuramente il momento culminante dell’era “hippye” degli anni sessanta, tanto da offuscare l’allora più famosa, in fatto di raduni giovanili (ed europea), “Isola di Wight”.
Woodstock non fu solo una “3 giorni di pace, amore e musica”, ma anche la conferma, se ce n’era ancora bisogno, che la musica rock andava al di la dello stesso business, aveva un ruolo e un peso culturale e sociale.
Da allora, da quell’agosto del 1969, ogni 10 anni il raduno di Woodstock ed il suo mito, rivivono in un nuova edizione che vede tra i partecipanti musicali vecchie e nuove glorie della musica rock americana. Si rinnovano quei “3 giorni di pace, amore e musica”… ma le nuove generazioni di giovani, soprattutto europei, il più delle volte non ricordano… forse non sanno… forse non conoscono!

Qualcuno in Italia ha tentato e sta tentando di dare continuità ad un evento simile… badate bene, non ci sono le folle oceaniche (ancora), non ci sono i grandi e famosi gruppi rock (neanche quelli italiani), ma lo spirito sì… è tale e quale… si tratta comunque di “3 giorni di pace, amore e musica” ed il coinvolgimento, pur riservato a rock band e/o singoli cosiddetti “emergenti”, è quello dello stare insieme in amicizia, insieme alla musica, insieme alla natura…
Anche il nome, “Vudstok in Sabina”, così volutamente italianizzato ed ironico… scherza di se stesso, come l’americano a Roma di Alberto Sordi, come i western “spaghettari” di Cinecittà… ma nel concetto, non è da meno.
La quarta edizione si è appena svolta a Monteleone Sabino (Rieti), a 50 chilometri circa a nord di Roma, grazie al lavoro di un gruppo di ragazzi che opera sotto le insegne dell’associazione “Ozu” (www.ozu.it) e dell’ARCI di Rieti, e che sono riusciti a cogliere il senso pieno e, direi anche più umano, che sta dietro allo stesso “fare musica”.
In tre giorni (serate), a poca distanza dal centro abitato di Monteleone Sabino si sono esibiti una trentina di gruppi provenienti principalmente dal Lazio ( ma qualcuno anche dalla Sicilia), di cui la metà in una sorta di concorso e l’altra metà “fuori concorso” ma tutti con lo spirito spontaneo di esibirsi, di stare insieme, di alternarsi… poi chi vince e chi perde non ha importanza, l’importante è stare insieme in pace, nel nome dell’amore universale e con la musica. Tutti i gruppi si sono esibiti a pieno titolo gratuito ma con un assistenza tecnica di luci e fonica di primissimo livello e su un palco da grande evento.
Campeggio libero e cibo alla buona, il tutto in un angolo di natura (della Sabina), che ti avvolge completamente e ti assorbe come a metterti fuori dal mondo.
Sì d’accordo, non tutte le esibizioni sono state di grandissima qualità, soprattutto se la vediamo dal punto di vista del contenuto, e per molte delle band che si sono esibite la ripetitività scontata e il sound monocorde è stato forse troppo “ingombrante”… ma non ha importanza, non solo credo sia stata comunque un’esperienza utile, ma è stato utile che sia stata data la possibilità di esprimersi e di provare a misurarsi, di mettersi alla prova, a tanti giovanissimi.
Tra le band in concorso hanno vinto i “KUTSO”, interessanti anche per i testi, secondi gli “EN PLEIN AIR”, con soluzioni musicali sia melodiche che armoniche innovative, e poi, ma praticamente secondi a exequo i “SEASCIANT”, più nel solco di certa musica cantautorale ma estremamente comunicativi e popolari (di questi tre gruppi potete ascoltare gli MP3 a margine di questo articolo).
Voglio però anche segnalare due gruppi fuori concorso che meritano attenzione e grande rispetto e sono: i CTF GROUP, quattro bravissimi e virtuosi appassionati di genere fusion e UN DUO, formato da Costanza Paternò e Davide di Rosolino… che “vivaio” ci hanno fatto tanto ridere di certa nostra “sesso autonomia” (come appunto così la definì negli anni ‘70 un intelligente Stefano Rosso).
Valga su tutto, quanto è stato sottolineato da uno dei giurati: “…può non piacermi la tua musica, ma continuerò a battermi perché tu possa farla…”!
Vudstock in Sabina ha celebrato la sua quarta edizione. Il mio e il nostro augurio è che la quinta edizione, ma anche tutte quelle successive che ci saranno, possano diventare sempre di più un punto di riferimento per la partecipazione di un sempre maggior numero di band e di giovani… in spirito di pace, fratellanza, rispetto, umanità, civiltà e… tanto amore per la musica.

 

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21