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11 dicembre 2008
Poco più di un trafiletto
del giornale Sueddeutsche per celebrare i 60 anni di Nachtstudio,
la trasmissione culturale serale di Bayerischer Rundfunk.
Eppure le parole di Stefan Fischer fanno riflettere su quello
che deve avere significato, in una nazione come la Germania,
la ricostruzione del dopoguerra.
Il giornale spiega che la trasmissione inaugurata nel 1948
faceva parte del lungo processo di riforma di una radiofonia
che i nazisti avevano forgiato - e utilizzato - come maglio
di una propaganda implacabile, scientifica, diabolicamente
efficace.
I tedeschi, quel 10 dicembre del 1948, in quello studio radiofonico
notturno modellato sull'esempio della britannica BBC, cercavano,
chissà, un'ora di ristoro da una giornata trascorsa
a mettere un mattone sopra l'altro. Un lavoro duro, onorevole,
ma in fin dei conti non particolarmente impegnativo. Ma quella
Germania in ascolto doveva raggiungere un obiettivo ben più
arduo: ricostruire interi secoli di cultura, di umanità
annichiliti dalla funerea Weltanschauung di Hitler, una visione
di delirante superiorità, devastazione e morte.
E vista col senno di poi, forse sta proprio lì, in
una trascurata ricostruzione culturale, la differenza tra
noi e loro. L'incapacità dell'Italia di scendere a
patti tanto con il suo passato come con la modernità.
Ai microfoni di Nachtstudio si avvicendavano nomi come Thomas
Mann, Hanna Arendt o Elias Canetti, poeti, filosofi, storici,
artisti. I manovali di una ricostruzione assai più
profonda di quella che poteva avvenire nei cantieri edili,
nei bacini di carenaggio, nelle acciaierie. La punta più
alta della rubrica erano i Radio-Essay, i saggi radiofonici
che Hans Magnus Enzensberger definiva format culturale "onnivoro"
(è questo il significato di "Allesfresser")
per la sua capacità di mescolare dialoghi, ricordi
autobiografici, osservazioni filosofiche.
In occasione del suo 60esimo compleanno, Nachtstudio, oltre
a una serie di libri celebrativi, ha realizzato un cofanetto
di sei CD che raccolgono le più significative di quelle
voci. Se conoscete il tedesco, troverete sul sito di BR 2
una bella pagina rievocativa con l'intervista a Marta, moglie
di Lion Feuchtwanger, uno degli autori bruciati nel Rogo dei
libri a Norimberga, esule negli Stati Uniti dopo aver narrato
trai i primi, nei suoi romanzi borghesi, l'inizio della discesa
verso gli abissi. Ma soprattutto potete procurarvi con soli
37 euro più 7 di spedizione, sullo shop online dell'emittente
regionale tedesca, i CD con le voci di Nachstudio.
L'idea e il disegno di quel progetto di riedificazione umana,
etica, psicologica. Mi sembra un investimento molto sensato.
(radiopassioni.it)
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