
Clicca qui
per stampare questo articolo
|
1 dicembre2008
Il mondo della musica è
molto cambiato negli ultimi anni, quelle certezze che sembravano
assolute sono diventate oggi del tutto relative, molte verità
non sono più tali, il mercato è stato rivoluzionato
e ancora non si vede la fine di una crisi di vendite che è
piuttosto la crisi del disco, del supporto registrato. Se
il mondo della major multinazionali va pian piano in frantumi,
quello delle etichette indipendenti, piccole, agili, locali,
alternative alla grande industria senza confini, sembra vivere
una seconda giovinezza. E lo dimostra al Mei, il grande raduno
delle case discografiche indipendenti che da molti anni si
svolge a Faenza e che ieri sera ha portato a conclusione la
sua edizione 2008. La vivacità di questa scena che
un tempo avremmo definito "underground" ma che oggi
invece opera alla luce del sole offrendo al grande pubblico
innumerevoli occasioni di intrattenimento e cultura, è
davvero straordinaria. Sono centinaia le etichette piccole
e grandi che operano sul nostro territorio, che si muovono
quotidianamente alla ricerca di nuove possibilità,
che danno spazio ai nuovi talenti, che li sostengono e li
producono e a Faenza ci sono tutte, ognuna con il suo piccolo
spazio, le sue proposte, i suoi dischi e i suoi download,
a rappresentare un universo che è quello in cui la
musica italiana, quella vera, cresce e si moltiplica. Non
pensiate che si tratti di un raduno di "perdenti",
di una sagra dello sconosciuto, di una festa dedicata a quelli
che "non ce la faranno mai". No, al Mei c'è
la vera musica italiana, quella che tutte le sere prende vita
in club e sale da concerto, in migliaia di locali e di piazze,
di centri sociali e di pub, la musica fatta da chi ama la
musica e che di musica vuole e desidera vivere. Certo, le
cose non sono facili in un mercato come quello italiano, dove
già in passato si vendevano pochi dischi e oggi se
ne vendono ancor meno. Ma sono proprio le piccole "indie"
a muoversi con maggior velocità e intelligenza verso
il "nuovo che avanza", verso il digital download,
verso gli iPod e le radio via Internet, verso tutto quello
che consente a una piccola etichetta locale di rompere il
muro dell'indifferenza, di saltare a piedi pari lo scoglio
delle grandi radio, di rendere inutile la mega distribuzione.
La nuova musica e il nuovo mercato, insomma, sono state di
scena a Faenza in questi tre giorni, in una fiera affollatissima,
tra mille suoni e mille parole. Del resto i numeri parlano
chiaro: 400 artisti, 33 espositori, 100 incontri, moltissimi
concerti, chiusi questa sera dal concerto di Remo Anzovino
e dall'eccellente rappresentazione di "Epta", l'ultima
opera del maestro Nicola Piovani. Non è un mercato
di alternativi fricchettoni che sognano ancora un mondo che
non arriverà mai, le etichette indipendenti italiane
sono gestite in maniera intelligente da giovani e meno giovani
che amano la musica, che pensano al loro business senza dimenticare
gli artisti e il pubblico, che cercano di conciliare la novità
delle proposte con la necessità di avere successo.
E infatti è da questo mercato indipendente che sono
arrivate negli ultimi anni le novità più curiose
della musica italiana, dai Subsonica agli Afterhours, dai
Baustelle a Caparezza, ma anche personaggi di grandissimo
successo come Elisa e i Negramaro. Giordano Sangiorgi, che
instancabilmente da molti anni prova ad accendere i riflettori
del sistema dell'informazione su questa straordinaria e importantissima
realtà del mercato musicale italiano è soddisfatto,
l'edizione che si conclude questa sera ha dimostrato ancora
una volta che la musica indipendente italiana è in
ottima salute, che gruppi e solisti hanno idee e progetti
in grande quantità, che sia rap o canzone, rock o folk,
musica d'avanguardia o dance, la musica sta entrando in una
fase nuova, ricca di incognite ma anche di grandi possibilità,
un futuro dove le major forse conteranno di meno, o magari
non penseranno più di essere onnipotenti, e dove le
piccole, agili, creative etichette indipendenti, continueranno
a portare al successo giovani talenti trovati nelle mille
strade musicali d'Italia.
(Repubblica.it)
|