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14 novembre 2008
Euranet è sul web. È
notizia di questi giorni l’inizio delle attività
della piattaforma internet di Euranet, l’European Radio
Network, il consorzio di radio europee pubbliche, private,
locali e universitarie attivo dal mese di aprile del 2008.
Il consorzio, finanziato da fondi dell’Unione europea,
nasce con lo scopo di avvicinare i cittadini europei alle
istituzioni comunitarie, spesso percepite come entità
astratte e lontane dalle singole realtà nazionali,
e tenta di occuparsi di temi d’interesse collettivo
come l’immigrazione, lo sviluppo energetico, il dialogo
interculturale.
La rete di Euranet è composta da 16 radio e da 8 emittenti
associate, provenienti da 15 paesi dell’Ue, e trasmette
quotidianamente notiziari e programmi di attualità
europea in 13 lingue. Attraverso il sito web, www.euranet.eu,
è possibile conoscere le frequenze delle trasmissioni
via etere, ascoltare i programmi prodotti, iscriversi al podcast
e alla community.
Proprio ieri, infatti, il forum di Euranet ha ospitato un
dibattito sul tema del difficile rapporto tra l’unione
Europea e i suoi cittadini: la discussione, organizzata in
dieci lingue, ha visto l’intervento del presidente del
Parlamento europeo e di altri esponenti dell’UE. A breve
sarà possibile ascoltare le trasmissioni in live streaming.
L’Italia non è presente nel progetto e l’italiano
non è nell’elenco delle lingue disponibili sul
sito web del consorzio. Un’assenza che si fa notare
e che emerge ancora di più in coincidenza della conclusione
del Prix Europa.
Dal 18 al 25 ottobre si è svolto a Berlino e a Potsdam
la ventiduesima edizione del prestigioso festival in cui vengono
le migliori produzioni radiofoniche e televisive dei paesi
del continente europeo. Quest’anno l’Italia era
presente con una sola proposta, nella categoria programmi
televisivi multiculturali, mentre nelle categorie dedicate
alla radio (radio documentario e fiction radiofonica) non
c’era traccia di contenuti in lingua italiana. Stesso
discorso per quanto riguarda gli incontri e i dibattiti che
hanno animato il festival. Nessun italiano.
L’Europa, e la maggior parte dei paesi europei, si muove
e con lei i mezzi di comunicazione. In un paese dove ci sono
centinaia di emittenti on air, tra radio pubbliche, commerciali,
comunitarie, politiche e religiose, a nessuno interessa uscire
dai confini nazionali?
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