Due cieli



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03 ottobre 2008

Il primo Ottobre a Roma in un’importante sala che di solito è destinata alla registrazione di colonne sonore, si è tenuta la presentazione di un CD, normalmente non seguiamo questi avvenimenti, per tante ragioni che, almeno per quanto mi riguarda, passano anche attraverso la competenza e la capacità critica. Ma questa volta credo che sia giusto parlare dell’avvenimento (e poi, come si potrebbe fare la radio se non ci fosse la bella musica?).
Il disco è molto particolare, unisce una sonata di Rachmaninov, a due pezzi di Gershwin, e una rielaborazione di “Piccolissima serenata” di Gianni Ferrio. La lettura musicale, apparentemente inconsueta, nasconde un profondo amore per la musica tutta e la capacità di trattare qualunque brano con la sensibilitàe la competenza con cui si tratta la musica classica.
In questa impresa ciclopica si cimentano con riuscita caparbietà i due musicisti, protagonisti del CD, Luca Pincini (violoncello) e Gilda Buttà (pianoforte)

Non sono capace di scrivere una critica musicale, ma posso soltanto dire che sono uscito da questa presentazione, emozionato e più ricco di tutto quello che la musica può dare.

Presentazione di LUCA PINCINI e GILDA BUTTA’.

“Il violoncello ed il pianoforte di Luca Pincini e Gilda Buttà, attraverso un sodalizio artistico e nella vita, rappresentano quanto di più interessante si possa immaginare dell’ accostamento di due straordinarie ed eclettiche personalità di musicisti.

Entrambi, dopo essere stati brillanti e precoci studenti, al Conservatorio di Milano ed alle Accademie di Santa Cecilia e Chigiana, con illustri Maestri quali Carlo Vidusso, Franco Maggio Ormezowsky, Misha Maisky, hanno intrapreso la via dei concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo numerose vittorie e premi.

Ma è stato durante il progressivo e crescente successo di pubblico, riscosso durante le loro due rispettive carriere, che si sono incontrati, stabilendo così una particolare forma di collaborazione concertistica, rispettosa della più autorevole tradizione ed allo stesso tempo assai innovativa, nei veri caratteri interpretativi, nella originale progettualità musicale, così come nell’ autentico stile con il quale si sono posti davanti alle platee di tutto il mondo.
Il fatto nuovo in loro, è che sono due solisti dalle forti identità, ma in perfetto equilibrio dualistico.

Oltre alle più interessanti e molteplici realizzazioni musicali, in collaborazione con grandi personaggi del mondo del classico, come del jazz, del pop e del rock, così come della canzone d’ autore, fino alla minimalista, all’etnico e all’elettronico, sono notoriamente destinatari di importanti ruoli solistici nel mondo della musica per immagini, in particolare il Cinema.
Per loro, Ennio Morricone,Gianni Ferrio, Armando Trovajoli, Luis Bacalov, Nicola Piovani, Franco Piersanti, Paolo Buonvino, Carlo Siliotto, Antonio Di Pofi, Marco Betta, Lele Marchitelli, e…tantissimi altri, hanno composto tra i più importanti temi per tanti famosi films.

Tra le centinaia di colonne sonore alle quali hanno partecipato, li possiamo facilmente riconoscere, insieme o singolarmente, in “La Piovra”, “Love Affair”, “Legami”, “La leggenda del pianista sull’ oceano”, ”Canone inverso”, ”Il Papa Buono”, ”La Sconosciuta”, ”Le notti di Pasquino”, “La voce della luna”, “Caro diario”, “la Stanza del figlio”, “Les Enfants du siécle”, “Il cielo cade”, “Almost America”, “Padre Pio”, ”Preferisco il rumore del mare”, “Cuore”, “Il Commissario Montalbano”, “Il Caimano”, “L’ultimo bacio”, “Ricordati di me”,
“Piazza delle cinque lune”, “Aldo Moro”, “Ferrari”, “Io Napoleone”, “Piano solo”, “Caos Calmo”, ecc… ecc…

In particolare, sono costantemente impegnati in tutte le produzioni di Ennio Morricone (discografia, colonne sonore, musica assoluta, tournèe in tutto il mondo), il quale ha affidato loro, in esclusiva e con dedica, nuove pagine della sua musica, nonché vari arrangiamenti delle sue colonne sonore.”

Two skies: due cieli!
Quanto riusciamo a superare il nostro piccolo pensiero…?
Perché osservare le cose da qui non è come osservarle da un po’ più in là.
A volte basta poco e tutto cambia, le cose assumono un’intensità, anche un colore o una forma così diversa da risultare come nuova e sconosciuta.
Eppure, magari, ci si riferisce alla stesse identiche cose.
Questo disco è questo.
Partire da un punto per tracciare un angolo di osservazione diverso e provocare una nuova emozione.
E’ un modo per dire che non c’è un confine tra generi musicali se la bellezza è il comune denominatore e soprattutto, rinnova attualità.
Questo disco è molto di più di un timido tentativo: anzi, vuole ristabilire il rispetto e la riconoscibilità del genio e della sua verità attraverso l’uso della fantasia.
L’intenzione non è quella di impartire lezioni, l’intenzione è quella di provocare l’animo umano a un esercizio, anche di stile, che troppo spesso è banalizzato.

Francesco Anzalone

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21