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19 dicembre 2008
L’editore della “rete
fantasma” Europa 7, Di Stefano, dopo la “consegna”
della frequenza VHF 8 non vuole pedalare perché dice
di non aver mai voluto una bicicletta, ma una Ferrari. Così
lascia intendere che la partita con è ancora chiusa,
anche perché in questi giorni il Consiglio di Stato
si pronuncerà sulla sua richiesta di danni allo Stato
italiano (quindi a noi tutti): 3,5 miliardi di euro in caso
di mancata assegnazione e 2,16 qualora le frequenze ci siano.
La questione è stata pure oggetto di un'interrogazione
parlamentare, ovviamente del PD.
E sempre di frequenze si parla ai nuovi tavoli digitali istituiti
a Roma da Agcom per lo switch-off in Piemonte ed in Trentino,
sebbene continuino ad essere lanciati allarmi in ordine alle
modalità di gestione della nuova tecnologia trasmissiva
(che peraltro in Sardegna sta alterando equilibri consolidati
nell'audience).
Ma la tv, si sa, è sempre al centro dell’attenzione
nel nostro Paese, sicché, mentre poco spazio è
stato dato dai mezzi d'informazione alla spaventosa voragine
dei costi di produzione RAI, censurata dai consumatori, a
sorpresa, è ricomparsa la tv mobile, data ormai per
spacciata. Ma non si tratta solo del DVB-H, bensì anche
del Wi-Fi ad usum televisivo, a dimostrare, semmai ce ne fosse
bisogno, che ogni futura iniziativa editoriale sarà
webcentrica (a proposito, gli italiani si scoprono tradizionalisti
anche su Internet!).
Tempi duri ci aspettano anche in Europa, tanto più
che pare che il fondo della crisi internazionale dovrà
ancora arrivare (si parla di marzo 2009). Poi, forse, si riprenderà.
C’è quindi poco da ridere, anche perché
il brevetto dello smile ;-) se l’è comprato un
russo che adesso vuole le royalties su ogni sorriso...
Un po' meglio pare andare per le tv locali, che potranno per
ora godere (attraverso la pubblicità) degli effetti
indiretti della vittoria ottenuta al TAR dagli operatori telefonici
contro le delibere Agcom n. 97/08/CONS e n. 348/08/CONS che
imponevano il blocco automatico delle chiamate a pagamento
(ma Agcom ed associazioni di consumatori preannunciano una
durissima battaglia al Consiglio di Stato).
Intanto qualcuno ha colto il segnale dell'accordo tra Agcom
e Co.Re.Com. per il potenziamento dei servizi di controllo
sul territorio come una volontà politica di sottrarre
poteri al Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni,
per tramite dei bistrattati Ispettorati territoriali, di cui
più volte ci siamo occupati su queste pagine.
Mentre l’editoria stampa precipita, tanto che anche
il colosso nostrano RCS corregge il tiro per il 2009, quella
radiotelevisiva galleggia o addirittura cresce, come negli
USA fanno le web-radio.
Ma solo perché iPhone va alla grande e pare costituirà
la naturale integrazione della FM digitale, come dimostra,
peraltro il boom di Finelco Digital Media e l’interesse
dei discografici (che iniziano a battere cassa oltreoceano).
Già, perché mentre del digitale radiofonico
terrestre nelle sue varie evoluzioni si dibatte più
o meno vacuamente, la radio in onde medie va a fondo, a suggellare
la sensazione diffusa che della relativa digitalizzazione
non frega niente a nessuno, essendo tutti gli occhi puntati
sulle tre W (anche Google sta rafforzando le iniziative ai
confini operativi, preparandosi a lanciare un proprio sistema
operativo).
(newslinet.it)
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