RADIO AFRICA A PRIX ITALIA: FREQUENZE PER UNIRE UN CONTINENTE Redazione




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23 settembre 2008

Una grande onda lunga che si diffonde per un intero continente. Si possono immaginare così le migliaia di stazioni radio che trasmettono in Africa. Un brulicare di voci e suoni che raccontano la vita delle comunità, dalle più grandi metropoli ai più piccoli centri rurali. Nell'immensità del continente africano la radio assume forme molto diverse e può diventare uno strumento portatore di pace o anche essere il veicolo su cui fare viaggiare importanti informazioni sulla prevenzione dell'Aids o sulle tecniche agricole. Radio comunitarie, radio rurali, micro radio alimentate con energia solare, reti radiofoniche spontanee: sono solo alcune delle realtà di questo medium che vive in Africa ogni giorno una nuova alba e un nuovo rinnovamento. Di questo si è discusso, in un workshop, moderato da Elisa Marincola, Rai News24, presso il Molo Ichnusa di Cagliari, nell'ambito del Prix Italia.
Un incontro che vuole raccontar, come si possa utilizzare la radio al massimo della sua capacità comunicativa e connettiva, con tecnica sia analogica che già digitale. Tra i partecipanti al workshop, Jean Marie Etter, presidente Hirondelle Foundation (Svizzera), Soulè Issiaka, manager Radio Netherlands African Bureau (Benin), Filomeno Lopes, redattore della Sezione Portoghese Radio Vaticana (Guinea Bissau), Pellet Kipela, Vice Capo Redattore Radio Okapi (Congo), Paolo Sannella, già Ambasciatore, Presidente CREA (Centre de Recherche et de Formation sur l'Etat en Afrique). L'incontro si è aperto con la proiezione del documentario The Talking Tree, di Nello Correale. Un viaggio tra le radio rurali in Mali guidati da coloro che la radio la fanno. Da Bamako a Timbouctu, il lavoro dei giornalisti radiofonici per conoscere personaggi, luoghi e situazioni di un'Africa ancora poco nota. In quest'epoca di divario tecnologico, la radio è il mezzo più democratico e che meglio si adatta alla tradizione di cultura orale africana. Un mezzo che raggiunge tutto il continente ma che ha avuto in Mali il suo inizio e il maggiore sviluppo, soprattutto per le radio rurali e comunitarie. Un vero strumento di sviluppo, specie in campagna, dove non esistono televisioni e computer, un piccolo transistor alimentato a pile, aiuta a rompere il senso di solitudine che avvolge chi vive in zone isolate.

(Alice News)

IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21