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26
settembre 2008
I giovanissimi si stanno disaffezionando alla
radio, sostituita da altri strumenti. Una nuova tecnologia
di Nokia promette di portare, attraverso un limitata multimedialità,
alcune innovazioni a riguardo. Tutto questo mentre America
OnLine porta lo streaming in diretta sull'iPhone. Parliamo
di radio. Un mezzo che, anche a causa dei mutamenti sociologici
portati dalle nuove tecnologie, sembra destinato a doversi
rinnovare ed evolvere per restare una presenza importante
nel palinsesto personale.
Il punto di partenza della riflessione è la ricerca
L’evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia
e in Europa recentemente pubblicata dal Censis. Una ricerca
che vede il consumo di media sui target giovanili in crescita
su quasi tutti i mezzi, al punto che persino i libri sembrano
conoscere una nuova stagione di interesse presso i giovani
lettori. La radio presenta segnali interessanti, specialmente
per quanto riguarda i giovanissimi. Citando la ricerca: «Meno
prevedibile risulta il calo di attenzione verso la radio,
che era uno dei media più amati dai teenager.
Se prendiamo il dato relativo a tutti i giovani l’ascolto
della radio è in aumento (dal 72,2% al 76,2%, considerando
l’uso abituale), ma se prendiamo solo la fascia 14-18
anni è in netto calo (dal 73,5% al 62%). Infatti, Mtv
e gli Mp3 non esistono da pochi mesi, però se, a mano
a mano, vi accostiamo il pod-cast e il download continuo che
si fa in rete, i telefonini e i lettori Mp3 che sono anche
apparecchi radio, le playlist scambiate attraverso i blog,
tutti i canali satellitari che trasmettono in continuazione
musica, la diffusione in video dei programmi delle radio attraverso
delle web cam piazzate negli studi, ebbene ci accorgiamo che
è il concetto stesso di “radio” che deve
essere rivisto, dato che funzioni e tecnologie del linguaggio
radiofonico procedono ormai ognuna per proprio conto.»
Insomma la Radio sembra trovare una forte concorrenza in altri
strumenti più pratici e controllabili, personalizzabili,
per ascoltare la musica, per crearsi una propria colonna sonora
della giornata.
Se sulla dimensione della personalizzazione poco o nulla si
può fare, si può forse lavorare sul fronte dell'arricchimento
del mezzo per costruire una nuova esperienza radiofonica,
attraente per i più giovani: ed è qui che potrebbe
entrare in gioco la Visual Radio. Visual Radio è un
insieme di tecnologie sviluppato da Nokia, mirato ad arricchire
la fruizione dei programmi radiofonici e permettere una interazione
(parola magica oggigiorno) degli ascoltatori con l'emittente.
E che prevede (guarda un po') l'uso di speciali telefonini
per accedere al servizio. Attenzione, occorre prendere le
cose con calma e distacco, dato che ad oggi mi risulta ci
sia solo una manciata di stazioni ad usare questo servizio;
e dato che pesano come macigni le case history della radio
digitale e di quella satellitare.
Visual Radio cerca di spostare la barra della radio un po'
più in alto. Non solo il telefonino visualizzante permette
l'accesso a qualsiasi normale stazione Fm, comportandosi da
comune radio, con la pressione di pochi tasti si può
accedere ai servizi avanzati e si accede a quello che Nokia
spera sia un nuovo mondo. In primis la Visual Radio permette
di visualizzare (lo dice la parola stessa), come in una sorta
di Televideo multimediale sullo schermo del telefonino informazioni
sul brano in onda – ad esempio notizie sull’album,
sull’artista e le date dei futuri concerti.
Essendo però il terminale un telefonino e quindi in
grado di trasmettere e non solo di ricevere, si aprono le
porte all'invio di feedback all'emittente (con tutti i conseguenti
problemi/opportunità di gestione del flusso collaborativo
da parte degli ascoltatori), alla partecipazione a gare e
sondaggi, all'acquisto m-commerce dei soliti loghi e suonerie,
biglietti di concerti e magari pure di telefonini nuovi.
Tutto questo, e anche di più, ad essere onesti, può
essere ottenuto ascoltando una delle mille web radio esistenti,
senza comprarsi hardware dedicati ma utilizzando un (ormai
“normale”) cellulare o Pda abilitato alla navigazione
mobile; a parte però il delicato problema dei costi
di connessione, va anche detto che non so quanto senso abbia
usare preziosa banda mobile per ascoltare musica in sostituzione
dell'iPod... (con Visual Radio quanto meno tutta la parte
musica passa dalle normali frequenze Fm, da Internet passa
solo la ben più ridotta sequenza di dati a contorno
della musica). D’altra parte la radio in streaming sembra
proprio destinata ad approdare sui dispositivi mobili: significativo
l’annuncio di Aol che promette la prossima disponibilità
di AOL Radio App, un software per iPhone e iPod Touch che
permetterà di ascoltare oltre 350 stazioni radio.
La connessione avverrà dove possibile via Wi-Fi (e
in questo caso sarà di alta qualità) e dove
no… usando una connessione telefonica. Visual Radio
funzionerà? Incontrerà i favori del pubblico
che comprerà gli appositi terminali? Convincerà
le stazioni radiofoniche a dotarsi delle tecnologie necessarie
ma soprattutto di una redazione in grado di creare i contenuti
integrativi e gestire il feedback del pubblico? Difficile
a dirsi. Quello che è certo è che Visual Radio
promette una dimensione in più collegata alla radio
– una dimensione di interazione e di ulteriori livelli
di contenuto – una dimensione che presuppone però
il dedicare attenzione e interagire con un mezzo che, almeno
per la maggior parte di noi, a oggi si vive e si apprezza
in una dimensione passiva, non intrusiva, di accompagnamento
ad altre cose che stiamo facendo. Si riuscirà dunque
a farci tornare indietro nel tempo, a un era in cui alla Radio
si dava attenzione, tutti in salotto, attenti a non perdere
un contenuto (oggi multimediale)?
(Apogeonline)
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