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18 luglio 2008
Da una nota Frt: Ha preso il via il progetto
del C.R.DAB-Consorzio Radio Digitale, composto da emittenti
associate alla FRT, con la messa in onda dai siti di Monte
Cavo e Monte Mario di 18 programmi in tecnologia DAB+/DMB/VISUAL
RADIO, pienamente operativi entro la fine del mese di luglio.
L’iniziativa si è sviluppata a seguito dall’accordo
di cooperazione nell’area romana tra Rai Way e i tre
consorzi storici EURODAB, C.R.DAB e CLUB DAB, gli unici soggetti,
tra i privati, che sin dagli inizi degli anni 2000 hanno sperimentato
la radiofonia digitale in Italia. Con questa operazione a
Roma saranno irradiati circa 30 programmi in digitale che
rappresentano un volano di notevole importanza per lo sviluppo
della tecnologia numerica su tutto il territorio italiano.
Di questi, come detto, 18 sono messi in onda dal C.R.DAB,
con apparati di alta qualità, a costi ridottissimi,
a bassa potenza e zero inquinamento elettromagnetico, con
copertura totale del servizio su tutta l’area romana.
Si tratta di un esperimento importante, dato che sono presenti
sullo stesso blocco VHF-III 8C contemporaneamente cinque emittenti
nazionali e tredici emittenti locali; una prima esperienza
di pianificazione mista che, in prospettiva, potrebbe portare
a un considerevole risparmio di frequenze e che presto potrebbe
estendersi ad altre parti del territorio, iniziando dalla
Sardegna la cui ipotesi di pianificazione è in discussione
al Tavolo tecnico sulla radiofonia digitale istituito dall’Autorità.
Al progetto romano partecipano le radio nazionali: Radio Kiss
Kiss, Radio 105, Radio Montecarlo, Virgin Radio, Radio Italia
Solo Musica Italiana e le radio locali: Radio Subasio, Radio
Suby, Radio Subasio Più, Radio Kiss Kiss Italia, Radio
Dimensione Suono Due, Radio Dimensione Suono Roma, Ram Power,
Radio Italia Anni 60, Rete Sport, Radio Studio 93, Teleradiostereo,
Radio Montecarlo 2, a rappresentare (in analogico) complessivamente
oltre 2 milioni e mezzo di ascoltatori nel giorno medio (dati
Audiradio). Un esperimento volto a dimostrare che per lo sviluppo
del digitale radiofonico, oltre naturalmente alle regole e
alla disponibilità di frequenze, allo stato assolutamente
insufficienti, occorrono anche predisposizione all’investimento
e grande professionalità.
(giornaleradio.info) |