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13 marzo 2008
Il
mercato è pronto a una rivoluzione: entro il 2012 negli
Usa i download a pagamento supereranno le vendite di cd: 4,8
miliardi di dollari contro 3,8. In questi giorni Sanremo,
con la sua liturgia ormai stanca, come testimonia la costante
emorragia di ascolti, tiene banco più per la polemica
sul caso Berté che per la musica. E’ questo un
settore che si sposta sempre più verso il digitale,
come rileva Forrester Research. Metà della musica venduta
negli Usa nel 2011 sarà digitale e le vendite da download
sorpasseranno quelle dei cd fisici entro il 2012. I primi
segnali stanno già arrivando: Npd Group ha rilevato
che negli Usa iTunes di Apple è diventato il secondo
venditore di musica, preceduto solo dai grandi magazzini Wal-Mart.
Il catalogo iTunes, secondo i dati Apple, ha 50 milioni di
clienti e ha venduto più di 4 miliardi di canzoni.
Per Forrester la vendita di musica digitale crescerà
con un tasso annuo del 23% nei prossimi cinque anni per raggiungere
ricavi pari a 4,8 miliardi di dollari entro il 2012, ma non
sarà ancora in grado di compensare i guadagni persi
dalla musica ‘reale’.
Nel 2012 le vendite di cd varranno circa 3,8 miliardi. “E’
la fine dell’industria musicale come la conosciamo”
sottolinea James L. McQuivey, vice presidente e principale
analista di Forrester Research. McQuivey invita la discografia
a “ridefinire qual è davvero il prodotto. I manager
della musica hanno passato anni ad analizzare le vendite di
cd. Ma è l’artista il prodotto, non ne è
solo l’origine. Nuove forme di ricavi arriveranno da
fonti inaspettate”. E intanto qui si continua a dibattere
se la Berté, rea di aver interpretato un brano plagiato,
debba cantare o meno al Festival. (Quo
media)
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