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21 maggio 2008
Conto alla rovescia per il Festival delle Radio Universitarie che si terrà a Catania, nelle strutture dell'ateneo, giovedì 29 e venerdì 30 maggio. La seconda kermesse nazionale sul mondo dei media universitari, e sulle radio d'ateneo in primo luogo, vedrà quest'anno la partecipazione di oltre trenta emittenti accademiche da ogni parte d'Italia, ospitate dall'associazione RadUni - il network che da un anno mette in rete gli studenti e operatori delle campus radio made in Italy - e da Radio Zammù, la radio dell'Ateneo catanese, per un evento realizzato con il determinante sostegno di Telecom Italia e la "media-partnership" di Radio Rai ed organizzato dal Centro orientamento e formazione e dal settore "Circuiti culturali" dell'Università di Catania. Un workshop sul futuro dei new-media degli atenei italiani, laboratori con giornalisti e deejay, concerti di musica dal vivo e un concorso per le band universitarie, l'incontro con la "guest star" Carmen Consoli, dedicato alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, e una grande festa finale costituiscono i punti di forza del meeting nazionale, che mira a bissare il successo di quello tenutosi lo scorso anno nell'Università di Padova. (...)
Nel giro di un anno, la portata del Fru è decisamente cresciuta, conferma Perrotta: «Nel meeting di Catania la presenza di radio universitarie sarà tre volte superiore rispetto alla prima edizione. Inoltre, rappresentanti di istituzioni pubbliche e delle aziende private, professionisti della comunicazione e docenti universitari avvieranno per la prima volta insieme una riflessione sulle prospettive e gli sbocchi legati al fenomeno della radiofonia universitaria. In questo contesto, RadUni svolgerà il ruolo fondamentale di aggregatore e di facilitatore, affinché lo sforzo che si produrrà a Catania sia proficuo e dia risultati duraturi». Insomma, il Festival che si prepara ad ospitare l'Ateneo catanese, sarà - oltre che una grande festa - una straordinaria occasione per condividere esperienze, informazioni, competenze, scambiare pratiche e mettere a punto nuovi progetti nel campo della didattica e della comunicazione, grazie al ricorso consapevole e creativo alle risorse presenti nella rete. «Ci stiamo impegnando a fondo nella riuscita del festival - aggiunge il professore Perciavalle - perché le radio e in generale i media universitari possono davvero rappresentare un canale di comunicazione in più per le attività di orientamento, su cui il nostro, come tanti altri atenei, sta investendo. I media d'ateneo creano comunità e, grazie al coinvolgimento degli studenti, possono riuscire a parlare il linguaggio dei giovani». (giornale radio.info) |