La radio, la Tv e il ruolo dell’informazione sull’omicidio di Gabriele Sandri
  di Federico Valentini


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22 novembre 2007
E’ stata una domenica surreale quella vissuta dagli italiani la scorsa domenica, e non solo per la morte assurda di quello che era un ragazzo di 26 anni, prima ancora che uno sportivo e un tifoso.Difficile spiegare con la logica quanto e’ successo in quella piazzola di Autogrill ad Arezzo e forse ancor più complesso capire e spiegare le reazioni che ha scatenato fra i tifosi, nel mondo del calcio e negli ambienti della politica e della comunicazione. Ciò che in questo spazio mi preme sottolineare e’ il ruolo della Radio nel panorama dei media che hanno affrontato la notizia: la prima notizia di agenzia battuta dall’ANSA e’ uscita alle 11:49, oltre due ore e mezza dopo il fattaccio, avvenuto alle 9:10, con un testo vago e impreciso, che qui di seguito vi riporto:

“TAFFERUGLI TRA TIFOSI IN AREA SERVIZIO A1, UN MORTO(ANSA) - AREZZO, 11 NOV - Una persona e' morta dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale.
 Non è ancora chiara la dinamica di quanto accaduto e le responsabilità sulla morte del tifoso.
Sembra secondo quanto emerso la vittima sarebbe stata raggiunta da un colpo di pistola.
Tutto è avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. Sul posto è intervenuta la polizia.”

Al di là delle verità da accertare e delle dinamiche dell’accaduto e’ grave il blackout informativo delle agenzie di stampa così come della Tv che oltre ad aver diramato solo in tarda mattinata la notizia, ha quasi esclusivamente lasciato gli approfondimenti della stessa ai programmi sportivi. Ancora una volta il mezzo radiofonico, anche grazie alle sue caratteristiche tecnicamente più flessibili della Tv è stata in modo più tempestivo sulla notizia, in particolare grazie all’informazione delle emittenti locali. La Radio, nonostante il clima di sconcerto e la frammentarietà con cui giungevano gli aggiornamenti, è stata ancora una volta un bacino informativo più di sostanza che di spettacolo rispetto agli altri mezzi di informazione.

Quando poi nel tardo pomeriggio si è appresa la notizia del rinvio del posticipo serale dell’incontro di calcio Roma-Cagliari, mi ha creato una strana sensazione ascoltare dalla viva voce del bravissimo cronista Francesco Repice, inviato di Radio1 che avrebbe dovuto raccontare l’evento sportivo, la cronaca di scontri violenti nelle piazze, nelle strade intorno lo stadio Olimpico, con la precisione e il giusto “tono pacato” che è mancato ad alcuni colleghi della Tv. Sentirlo descrivere quella protesta violenta con la percezione, per l’ascoltatore, del cronista in movimento che dallo stadio a Ponte Milvio e sul lungotevere racconta da vicino i “fatti”, la vera cronaca, mi ha fatto ripensare all’immagine che da studente di comunicazione mi davano del giornalista cronista radiofonico di un tempo.


IDEERADIO è un progetto di Francesco Anzalone per ARTICOLO 21