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E’ possibile pensare, in piena era dei new-media, che una radiocronaca calcistica trasmetta emozioni piu’ intense di uno schermo ad alta definizione, di decine di telecamere che scandagliano ogni angolo del campo ed ogni situazione di gioco e di telecronisti super preparati ad ogni commento tecnico tattico raccogliendo a caldo le voci dei protagonisti? A giudicare da quanto accaduto sabato scorso al San Paolo di Napoli sembrerebbe proprio di si’. I tifosi partenopei, infuriati contro la decisione di chiudere le porte dell’Olimpico di Roma ai tifosi campani in occasione di Roma-Napoli hanno inscenato una protesta tanto singolare quanto suggestiva e meritevole di riflessioni: in oltre 300 si sono radunati nei pressi dello stadio armati di Radioline al grido di “se non allo stadio insieme con la radio – sky mai!!”; molti gli striscioni esposti contro il potere della tv, responsabile secondo i manifestanti di aver rovinato il calcio: “ridateci le nostre emozioni”. Intorno allo stadio un clima surreale, con gli abitanti delle strade adiacenti che con il gap del satellite rispetto alla diretta radiofonica ricevevano la notizia dei gol con alcuni secondi di anticipo sulle immagini tramite il boato dei tifosi. L’iniziativa, che potrebbe ripetersi in occasione della trasferta del Napoli a Firenze, ha suscitato grande scalpore.
Sembrano ormai lontane anni luce le vibranti cronache radiofoniche di Enrico Ameri, Sandro Ciotti e di altre grandi voci dell’informazione sportiva italiana, passate troppo presto in un immeritato dimenticatoio; quei novanta minuti attaccati alla radio, in casa o durante una passeggiata al parco, ad immaginare un “tunnel”, un pallone che “fa la barba al palo”, una “prodezza balistica” o gli spalti “gremiti in ogni ordine di posti”. Ognuno immaginava e sognava la sua partita e poco importava se le immagine di “novantesimo minuto” qualche ora dopo avrebbero dato poca giustizia alle fantasie della diretta. Poesia di un calcio che forse non c’e’ piu’, ma sarebbe un errore non sottolineare la capacita’ della radio di evocare immagini e di sognare, che e’ il sale della fantasia di ogni bambino e di ogni uomo che ascoltando la partita della sua squadra del cuore torna ad essere un po’ bambino.
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